Spacciava coca agli amanti della movida

6 Novembre 2016

Cuoco venezuelano arrestato con mezzo chilo di droga mentre si aggirava di notte in centro con otto dosi e 800 euro

PESCARA. Ufficialmente è un cuoco, lavora in un locale pescarese, ma sottobanco arrotonda lo stipendio spacciando cocaina anche nella zona della movida, tra piazza Muzii e i dintorni. L’attività illecita del venezuelano, Haroldo De Yesus Montero Machado, 36 anni, è stata scoperta dai carabinieri nella notte tra venerdì e sabato, quando lo chef è stato fermato per un controllo, trovato in possesso della droga, oltre mezzo chilo di cocaina, e quindi è stato arrestato.

Lo stop gli è stato imposto dagli uomini della stazione di Pescara scalo mentre si aggirava nell’area del centro dove si concentrano i locali del divertimento, a poca distanza dal mercato coperto. Nei suoi confronti è scattata una perquisizione, prima personale e poi all’interno della sua auto, una Nissan con targa spagnola, e sono state trovate le prime otto dosi di cocaina già confezionate insieme a 850 euro in contanti, in banconote di piccolo taglio, segno dell’attività di spaccio.

Dalla zona centrale i carabinieri si sono spostati nell’abitazione del venezuelano, che vive a Rancitelli, e hanno scoperto quasi mezzo chilo di stupefacente e una discreta quantità di denaro.

La cocaina è stata trovata sotto varie forme: c’erano, tra l’altro, due ovuli (per un peso totale di 12 grammi), che rappresentano uno dei metodi di confezionamento più sicuri per il traffico di droga: possono essere ingeriti o comunque custoditi nel corpo e trasportati senza essere trovati subito. Altra droga era sistemata all’interno di alcuni piatti, quindi pronto per l’uso o per essere confezionato, mentre i due involucri più consistenti contenevano rispettivamente 350 e 60 grammi di cocaina e quelli più piccoli erano da 5 grammi ognuno, oltre a 12 dosi singole. L’uomo non smerciava solo cocaina, visto che i carabinieri gli hanno trovato in casa anche hascisc e marijuana. A completare il materiale sequestrato nell’alloggio, un bilancino di precisione, delle manette e 4000 euro.

L’arresto del venezuelano, finito in carcere, fa ritenere che su Pescara continuino a riversarsi «fiumi di droga, per soddisfare la richiesta di divertimento e di sballo da parte dei giovani», sottolinea il maggiore Claudio Scarponi, comandante della compagnia di Pescara. Fanno riflettere «la quantità e la modalità di confezionamento della cocaina» detenuta dal 36enne, considerato che gli ovuli possono essere letali per i corrieri, e forse «la pericolosità degli stupefacenti viene sottovalutata. Ma salvaguardare i giovani deve rimanere una priorità delle istituzioni, a partire dalle scuole, anche con la prevenzione».

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