Spaccio, risse, molestie e ubriachi «Corso Vittorio terra di nessuno»

Il grido d’allarme del quartiere, nell’esposto firmato da quasi 200 cittadini tra residenti e negozianti «Le bande si sono divise i marciapiedi tra via Quarto dei Mille, piazza Martiri Pennesi e via De Amicis»
PESCARA. Spaccio, risse, accoltellamenti, molestie ai passanti, accattonaggio, ubriachi che si spogliano in mezzo alla strada.
Accade ogni giorno, a tutte le ore. E al tramonto la situazione peggiora. La sporcizia e il degrado, poi, sono sotto gli occhi di tutti, in pieno centro. Sono stanchi e terrorizzati i residenti e i commercianti di corso Vittorio Emanuele, all'altezza di via Quarto dei Mille e piazza Martiri Pennesi e nella zona di via De Amicis, che denunciano la chiusura delle attività e la fuga dei clienti. Per anni, dicono, hanno lanciato appelli, organizzato sit in, inoltrato denunce alle forze dell’ordine e chiesto aiuto alle istituzioni locali e regionali, ma non è bastato. E adesso sono 174 i cittadini che si sono rivolti a uno studio legale e hanno firmato un esposto inviato a Comune, Prefettura, polizia, finanza e carabinieri, per chiedere maggiore sicurezza, controlli e telecamere di videosorveglianza per frenare la microcriminalità.
Nel corposo documento si fa riferimento «al pericolo a cui sono sottoposti i residenti», e i commercianti denunciano «la chiusura di molte attività», poiché il quadrilatero è messo sotto scacco «da pericolose bande che si spartiscono i marciapiedi». Un pezzo di corso Vittorio, dalla stazione (parchetto terminal) a piazza Martiri, «teatro quotidiano di attività criminose» tali da creare «pericolo per l'incolumità dei passanti» che subiscono molestie verbali e «danni agli esercizi commerciali» che stanno chiudendo le serrande.
Un tratto di strada che, si sfoga uno dei firmatari dell’esposto, sopporta «grandi disagi e totale abbandono da parte di Comune e forze dell'ordine», che «passano, certo, controllano, arrestano, ma hanno le mani legate perché poi questi soggetti, provenienti perlopiù dall'Est Europa, vengono rilasciati e tornano in strada a far danni». Gli esercenti denunciano una «situazione intollerabile» lungo le vie frequentate da «personaggi equivoci, ubriachi, violenti e molesti e da spacciatori, i quali, nella loro acquisita e certa impunità, vendono i loro prodotti a cielo aperto», tra il passaggio di pedoni e clienti che «ormai spaventati evitano persino di percorrere i marciapiedi», antistanti i negozi. Inoltre, «l'alcol viene assunto in strada, direttamente dalle bottiglie, i cui vuoti vengono utilizzati per risse cruente all’ordine del giorno, tali da procurare ferimenti alle persone con versamento di sangue, e in alcuni casi sono stati avvistati anche coltelli», prosegue il documento che racconta la rabbia e «il terrore lamentato da genitori di bambini per le difficoltà a muoversi nella propria zona di residenza, con le attività commerciali costrette a subire un continuo e preoccupante calo delle presenze, con fatturati sempre più bassi tali da non garantire più, non già la floridità, ma in alcuni casi la sopravvivenza delle stesse».
I cittadini sottolineano che «nonostante le numerose segnalazioni e chiamate di soccorso, le forze dell'ordine», che pure sono presenti quotidianamente sul territorio «nulla riescono a fare per ripristinare l’ordine e la legalità». Pertanto i firmatari invocano «la presenza costante delle forze dell’ordine, il potenziamento dell’illuminazione e il posizionamento di telecamere», lungo quel tratto di corso Vittorio.

