Spara sei colpi di pistola sulla riviera Due feriti tra la folla, fermato 28enne

24 Agosto 2024

Johnny Di Pietrantonio bloccato dalla polizia: ora è accusato di tentato omicidio. Resa dei conti contro un buttafuori L’addetto alla sicurezza non l’avrebbe fatto entrare nel locale e lui, poco dopo, sarebbe tornato su uno scooter e fatto fuoco

PESCARA. Gli addetti alla sicurezza non lo avrebbero fatto entrare in un locale della riviera nord, e sarebbe tornato dopo qualche minuto a bordo di uno scooter, pistola in pugno, aprendo il fuoco ed esplodendo sei colpi contro il buttafuori. Due proiettili vaganti hanno ferito di striscio due ragazzi a diversi metri di distanza. È il riassunto dell’ennesima notte di follia nei locali della movida pescarese di questa turbolenta estate della città.
Sul 28enne Jhonny Di Pietrantonio, già noto alle forze dell'ordine, presunto autore dell’episodio subito individuato e fermato dalla polizia, pende ora l’accusa di tentato omicidio.
È stato solo un caso che i sei proiettili esplosi non abbiano centrato l'obiettivo e abbiano colpito di striscio due giovani presenti nel locale, un 26enne e un 21enne, ferendoli in modo lieve (hanno riportato lesioni superficiali medicate sul posto dal personale del 118 intervenuto). Il panico nello stabilimento balneare poco prima delle due della notte tra giovedì e venerdì, quando l'uomo sarebbe arrivato in sella a uno scooter per "vendicarsi" sull'addetto alla sicurezza che gli avrebbe negato l'accesso nel locale qualche ora prima perché accompagnato da una minorenne, sprovvista di documenti.
Il no categorico avrebbe scatenato l'ira del 28enne che, dopo un diverbio con il giovane buttafuori del locale, sarebbe andato via assieme alla giovane amica a bordo di un'auto e minacciando vendetta. Venti minuti dopo il ritorno con l'arma, una pistola 7,65, che avrebbe puntato ad altezza d'uomo verso il suo "rivale", a pochi metri di distanza. Quando è apparsa l’arma nel locale si è scatenato il panico prim’ancora che arrivasse il rumore sordo dei sei colpi dell’arma da fuoco. Che non avrebbero centrato il buttafuori, ma rischiato di provocare danni gravissimi alle persone presenti all'interno dello stabilimento, storicamente frequentatissimo il giovedì sera.
Di Pietrantonio sarebbe andato via subito dopo aver usato la pistola. Quando sul posto sono arrivate le pattuglie della polizia, squadra Volante e squadra Mobile, coordinati da Pierpaolo Varrasso e Gianluca Di Frischia, è iniziato il lavoro per ricostruire dettagliatamente la dinamica dei fatti e giungere all’identificazione del presunto responsabile in poche ore.
Le indagini, oltre che nell’acquisizione delle testimonianze dei presenti, hanno comportato l’estrapolazione e l’analisi dei video delle telecamere di sorveglianza sia delle attività commerciali vicine al luogo dei fatti, sia delle telecamere comunali sparse nelle città e con le quali è stato possibile ricostruire le tempistiche e i tragitti dell’indagato. Svolti anche mirati accertamenti sulla disponibilità di locali e veicoli, nonché sulle frequentazioni del pregiudicato, così da confermare la dinamica emersa dalle testimonianze e dai video. L’arma usata nello stabilimento balneare, però, non è stata ritrovata: proseguono le ricerche e gli accertamenti delle forze dell’ordine.
Visti i gravi indizi di colpevolezza raccolti dagli investigatori, Di Pietrantonio è stato quindi sottoposto a fermo e condotto in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria. È difeso dall’avvocato Roberto Serino. Lunedì mattina dovrebbe esserci l’udienza di convalida davanti al giudice.
L’individuazione quasi immediata del presunto responsabile dell’ennesimo episodio di violenza della riviera pescarese è una risposta alla richiesta di massimo impegno fatta nell’ultima riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dal prefetto Flavio Ferdani e, dopo l’ultima riunione di pochi giorni fa, anche dal questore di Pescara Carlo Solimene, che ha chiesto ai suoi uomini controlli serrati per garantire la sicurezza sul territorio.