«Spari ad altezza d’uomo per non farmi avvicinare»

La guardia giurata che ha tentato di intervenire dall’altro lato della carreggiata: «Ho visto il furgone fermo, uno dei criminali stava tagliando il tetto con la mola»
SPOLTORE. «I banditi mi hanno sparato ad altezza d’uomo. No, non era un avvertimento: ce l’avevano con me. Se l’intento fosse stato intimidatorio, avrebbero fatto fuoco in aria». F.C., pescarese di 36 anni, guardia giurata della Sicuritalia, è transitato davanti al punto dell’A14 in cui è stato assaltato il portavalori dell’istituto di vigilanza Aquila proprio mentre era in corso la rapina.
«Mi trovavo nell’altra carreggiata, a bordo del Fiat Fiorino dell’azienda», racconta, «stavo tornando in sede dopo aver svolto il servizio notturno a Mosciano Sant’Angelo. A un certo punto, ho visto il furgone blindato fermo in autostrada. Ho capito subito ciò che stava accadendo».
«Attorno al mezzo», prosegue, «c’erano cinque o sei persone, tutte vestite di nero, con i volti coperti e le armi in mano. Non sono in grado di dire se fossero pistole o fucili, perché metà della visuale era oscurata dalla presenza del guardrail. Quel che è certo è che la mia attenzione è stata catturata da uno dei banditi che, salito sul tetto del portavalori, stava tagliando la lamiera con un attrezzo, probabilmente una mola. La rapina era nella fase iniziale, inizialmente non ho sentito colpi di arma da fuoco e credo che i miei colleghi fossero ancora all’interno dell’abitacolo, perché non ho visto persone sdraiate sull’asfalto».
F.C. non ci ha pensato due volte a dare il suo apporto. «A poca distanza», continua, «mi sono fermato sulla corsia d’emergenza. In rapida successione, ho allertato la centrale operativa della mia azienda e le forze dell’ordine. Poi ho deciso di fare retromarcia con il furgone per tentare di essere utile e, magari, far desistere i malviventi. Ma, dopo aver percorso quindici, al massimo venti metri, i rapinatori hanno iniziato a sparare contro il veicolo. Ho sentito più colpi: uno di questo ha raggiunto il portellone posteriore sinistro. Il proiettile ha bucato la carrozzeria ed è stato poi recuperato all’interno del veicolo dalla polizia scientifica».
La guardia giurata pescarese continua a ripercorrere quei minuti di grande tensione: «Considerando l’assenza delle condizioni di sicurezza e il fatto che i banditi erano pesantemente armati, dalla centrale hanno disposto che tornassi verso la sede. Allontanandomi, ho visto una macchina e un camion utilizzati per bloccare l’autostrada».
F.C. lavora come guardia giurata dallo scorso maggio. «Quando fai il mio mestiere», argomenta, «sei pienamente consapevole che puoi trovarti in situazioni del genere. No, in quei minuti non ho avuto paura. Ma ero conscio della situazione di grande pericolo in cui mi sono trovato io e, soprattutto, i miei colleghi rapinati. Io sono stato fortunato, non dico che sono vivo per miracolo perché la frase mi sa un po’ troppo di esagerazione. Ma di sicuro poteva andare molto, molto peggio, visto che hanno sparato ad altezza d’uomo e che il proiettile non ha raggiunto il lato guida per pura casualità. È palese che ce l’avessero con me. Come dire: “Io ti sparo, punto e basta, non mi interessa delle conseguenze, non provare ad avvicinarti”. Questa è gente senza scrupoli: ha un totale di disprezzo per la legge e per le persone».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

