Spariti gli scarichi abusivi La nuova faccia del fiume

15 Febbraio 2018

Viaggio in battello lungo il Pescara con D’Alfonso e il sindaco Alessandrini E Padovano promette: «Ci candidiamo al riconoscimento della bandiera blu»  

PESCARA. Non c’è traccia dei tronchi di grandi dimensioni e dei detriti che fino a qualche mese fa chiudevano il passaggio lungo il fiume Pescara o che, peggio, in occasione delle piogge finivano trasportati dalla corrente all’interno del bacino portuale. Il paesaggio che si apre nel ventre del corso d’acqua è vivo e selvaggio: un gruppo di anatre nuota tranquillo lungo la foce, all’altezza del ponte di ferro, mentre l’acqua dolce si mescola con il fango e le foglie. Il viaggio in battello nel cuore del fiume Pescara, compiuto ieri mattina dal Centro assieme a una delegazione di rappresentanti istituzionali per verificare l’avanzamento dei lavori di pulizia, fotografa chilometri di argini finalmente sfrondati e bonificati. Tappati anche gli scarichi abusivi che un tempo si aprivano lungo il tratto che va dalla banchina sud fino a Villanova.
Merito di quella che il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, in corsa per un posto in Senato nelle file del Pd, ha definito «una cura da cavallo» per consentire entro l’estate la manutenzione del fiume e quindi la piena balneabilità del mare, «un diritto», ha rimarcato, «di tutti gli abruzzesi».
All’interno del maxi piano di risanamento del parco fluviale compaiono, infatti, 350mila euro di fondi regionali destinati alla pulizia del letto del fiume Pescara e delle sue sponde. Finora, come ha reso noto D’Alfonso, sono stati già rimossi circa 200 tronchi depositati nell’alveo che, durante i giorni di maltempo, si trasformano in un tappo che rende difficile il libero scorrimento delle acque. L’investimento, del quale è ente attuatore il Genio civile di Pescara, è inserito nell’ambito della riqualificazione del porto e dell’attuazione del piano regolatore portuale attraverso il taglio della diga foranea, la realizzazione di una barriera soffolta e vasche anti-esondazione, l’allungamento dei moli guardiani e la costruzione del nuovo depuratore.
Interventi che, complessivamente, ammontano a 51 milioni 350mila euro. Ieri mattina sulle due imbarcazioni del club Compagnia del Mare – il Gabbiano, oltre a D’Alfonso hanno partecipato al viaggio in battello anche il sindaco Marco Alessandrini, il segretario cittadino del Pd Moreno Di Pietrantonio, il consigliere comunale con delega al Mare Riccardo Padovano e il segretario particolare del presidente di Regione, Enzo Del Vecchio.
«Ci stiamo candidando», rimarca Padovano, «per il riconoscimento della bandiera blu al mare di Pescara. Contiamo di chiudere la consiliatura con questo risultato visto che i tre parametri necessari a ottenere la bandiera blu sono la qualità della balneazione, alla quale stiamo lavorando grazie all’impegno economico della Regione, la raccolta differenziata e il salvamento, servizi disponibili anche sulle spiagge libere del litorale».
«Continueremo con interventi di questo tipo», sottolinea Luciano D’Alfonso, «laddove avremo problemi di ripulitura o consistenze da rimuovere dal letto o dal fondale del fiume. Curare il fiume a questo livello significa anche curare il luogo di incontro con il mare e il porto di Pescara. Questo intervento di pulizia si aggiunge all’insieme dei lavori che stiamo facendo: taglio della diga foranea per 3,5 milioni di euro, spostamento al largo dei due moli guardiani per 15 milioni di euro, costruzione del nuovo depuratore per 12 milioni 500 mila euro e realizzazione delle vasche che accolgono la prima pioggia per ulteriori 20 milioni di euro. Infine a giorni saranno aperte le buste per la gara d’appalto da oltre 56 milioni di euro relativa alle vasche di laminazione per scongiurare il pericolo di esondazione a danno di Pescara, Spoltore, Rosciano, San Giovanni Teatino, Cepagatti e Manoppello».
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