Sparò alla moglie alle gambe: 3 anni e 4 mesi

3 Febbraio 2017

Condannato Moreno Sagazio. Aveva fatto fuoco dopo una lite in casa in via Lago di Capestrano

PESCARA. Tre anni e quattro mesi, con il rito abbreviato, per avere sparato alla compagna, colpendola fortunatamente solo alle gambe, durante una lite. E’ di ieri la sentenza di primo grado che condanna Moreno Sagazio, 32 anni, pescarese già noto alle forze di polizia. L’uomo è difeso dagli avvocati Stefano Sassano e Luca Sarodi. I fatti risalgono alla scorsa estate, alla metà di luglio. Al culmine dell’ennesima discussione, il giovane, che con la compagna ventottenne Rosetta ha 6 figli di un’età dai 14 anni in giù e che vivono ospiti a casa di una cognata, esplose più colpi ferendo la moglie a un polpaccio.

Era notte fonda: si trattava dei soliti, banali motivi secondo quanto emerse dalla ricostruzione, che avevano portato Sagazio ad alzare le mani già altre volte in passato, tanto da meritare una denuncia da parte della donna già a gennaio scorso, poi subito ritirata. Ma quella volta, a luglio, non fu come le altre liti precedenti.

Sagazio tirò fuori dalla cintola dei pantaloni una pistola, Rosetta riuscì a fuggire da un balcone del primo piano dell’abitazione in via Lago di Capestrano, nel cuore di Rancitelli, e il colpo la raggiunse alle gambe.

Pochi istanti dopo, sul posto piombò una volante della polizia, ma Sagazio non si arrese e aggredì un poliziotto dopo aver nascosto la pistola, poi ritrovata in un cespuglio poco distante dal luogo in cui si era verificato il fatto.

Una ricostruzione che, secondo i difensori, nel tempo si sarebbe configurata come meno grave, anche in funzione del fatto che l'uomo ottenne poco dopo il perdono della compagna che aveva aggredito. Secondo quanto riferito dall'avvocato Sassano, per il suo assistito il giudice per l’udienza preliminare Nicola Colantonio che si occupa del processo «ha respinto le richieste del pm che aveva chiesto per Sagazio 2 anni e 4 mesi, condannando il 32enne a 3 anni e 4 mesi e ad una multa di 600 euro, ma stiamo già preparando il ricorso in appello».

Il ragazzo è attualmente detenuto nel carcere di Avezzano: la pena gli è stata inflitta per lesioni aggravate per uso di arma da fuoco e resistenza a pubblico ufficiale.

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