Spazi scolastici, le presidi: dipende tutto dai cantieri

13 Giugno 2020

PENNE. L’anno scolastico 2019-2020, segnato dall’emergenza coronavirus e da una didattica a distanza complicata per tutti, è alle spalle da qualche giorno. Per gli alunni di terza media e quinto...

PENNE. L’anno scolastico 2019-2020, segnato dall’emergenza coronavirus e da una didattica a distanza complicata per tutti, è alle spalle da qualche giorno. Per gli alunni di terza media e quinto superiore è tempo di esami, ma le istituzioni scolastiche guardano già all’anno prossimo e i pensieri sono tutt’altro che sereni. Sulla scuola, al momento, non vi sono certezze e indicazioni precise su tempi e modalità di rientro. Il Comitato di esperti costituito dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina propone di riorganizzare le attività didattiche in spazi esterni alla scuola (parchi, strutture sportive o spazi culturali); di mantenere sempre un distanziamento minimo di un metro tra gli alunni, anche all’interno dei corridoi, e di ridurre il numero di alunni per classe. Le indicazioni sembrano andare nella misura di calibrare gli studenti in base alle disponibilità e grandezze delle aule.
Per le scuole pennesi di ogni ordine e grado si profila una vera e propria emergenza. Già in una situazione di normalità, quasi tutte le scuole non hanno spazi “extra large” per studenti e professori. «Ci siamo già confrontati con i dirigenti scolastici, che in questo momento stanno sbrigando le attività per l’esame dell’ultimo anno», spiega l’assessore alle Politiche scolastiche Nunzio Campitelli, «come Comune abbiamo già individuato delle possibili ulteriori aule da mettere disposizione, fermo restando che ad oggi non abbiamo nessuna direttiva dal Governo centrale in merito alle esigenze scolastiche per l’anno che inizierà a settembre. Appena termineranno le sessioni di esame ci sarà comunque un tavolo con i dirigenti di ogni plesso per ottimizzare gli spazi utili a disposizione».
«La mia scuola», spiega Eleonora Dell’Oso, preside del liceo Luca da Penne-Mario dei Fiori, «riavrà una parte del liceo artistico, dove attualmente sono in corso i lavori: manca poco per la riconsegna. Certo la necessità degli spazi sarà legata all’andamento dei contagi e alle indicazioni che di conseguenza arriveranno dal ministero. Cercheremo di far rientrare a scuola il maggior numero di classi, specie quelle del liceo artistico, per le quali le attività laboratoriali sono fondamentali. Tutto, comunque, sarà fatto garantendo la massima sicurezza».
Per la preside dell’istituto Guglielmo Marconi, Angela Pizzi, l’auspicio è che la sua scuola, attraverso un’esecuzione velocizzata degli interventi di edilizia scolastica, possa tornare ad usufruire della storica sede di palazzo De Sterlich, chiusa oramai da gennaio 2017: «Qualora si riuscisse a riaprire il De Sterlich», sottolinea la Pizzi, «non avremmo assolutamente problemi, altrimenti dovremmo studiare soluzioni alternative. Anche il ricorso ai doppi turni potrebbe essere una soluzione».
Un problema ancor maggiore ci sarà per garantire spazi e distanziamento sociale ai circa mille alunni degli istituti comprensivi Mario Giardini e Laura Ciulli Paratore. Da quando la sede di via Caselli della Mario Giardini è stata chiusa, tutti gli alunni condividono lo stesso plesso scolastico di via Verrotti, con una complessa gestione di spazi e aule già in una situazione di normalità.
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