Spazi scolastici, serve il 10 per cento in più

Francavilla. Continuano gli incontri tra presidi e amministratori a caccia di soluzioni per settembre
FRANCAVILLA. Prosegue il tavolo di confronto tra il Comune di Francavilla e i dirigenti scolastici degli istituti cittadini, per organizzare il ritorno in aula degli studenti a settembre. Anche ieri pomeriggio, alla presenza del vice sindaco Francesca Buttari, del consigliere Mario Gallo e delle dirigenti Daniela Bianco, Michelina Zappacosta e Angela Mancini, sono state fatte delle ipotesi su come poter riaccogliere i ragazzi, posto che tra due mesi l'emergenza coronavirus sarà tutt'altro che passata. La confusione che arriva dal governo senza dubbio non aiuta a programmare. Quel che però è certo è che, almeno all'inizio, il prossimo anno scolastico dovrà continuare a coesistere con ingressi contingentati e distanziamento sociale.
Al momento due appaiono le strade percorribili: la prima, sicuramente la più gradita, vedrebbe un rientro in aula di tutti gli studenti insieme. Per fare questo, però, servirebbero risorse che non ci sono. In primo luogo occorrerebbe almeno il 35 per cento in più delle aule e degli spazi dove poterli ospitare, sempre per garantire il rispetto delle misure anti Covid. Altro tassello sarebbe quello del personale: la creazione di nuove aule richiederebbe anche l'assunzione di nuovi insegnanti. Il piano “b” invece, molto meno dispendioso in termini di risorse, punta a un rientro alternato degli studenti, con ore di 30 o 40 minuti e turnazione delle classi. In questo caso si stima che sarebbe sufficiente reperire il 10 per cento in più degli spazi presenti. In ogni caso, c’è la volontà di privilegiare la ripresa della didattica in aula rispetto a quella a distanza. Va detto che per quanto riguarda lo scientifico Volta, sarà importante interpellare anche la Provincia, per capire quanti sono i fondi disponibili per organizzare la ripresa.
Durante l'incontro sono stati affrontati anche i temi relativi alla mensa, in questo momento orientata verso il lunch box, personale e sigillato, e la concessione di spazi pubblici, come quelli del Museo Michetti, della Sirena, del palazzetto dello sport o del centro Tiki Taka, da affiancare alle tradizionali lezioni in aula. (a.d.s.)

