Spazzato via all’alba il mercatino dei senegalesi

Dieci mezzi blindati e 150 agenti per smantellare il bazar, ambulanti in lacrime
PESCARA. Sapevano che sarebbero arrivati nella notte e li hanno attesi lì per ore. Verso le 4.15, quando si sono presentati circa 150 uomini in divisa e con 10 blindati, i senegalesi che per vent’anni hanno mantenuto in piedi il mercatino dell’area di risulta hanno accennato una timidissima reazione, senza ricorrere alla violenza, limitandosi a contestare l’operazione. Sono stati allontanati in un batter d’occhio.
E subito ha preso il via l’intervento di controllo e poi smantellamento dell'enorme bazar abusivo, spazzando via ogni cosa, dalle bancarelle agli ombrelloni passando per una parte della merce (contraffatta) abbandonata lì con tutto ciò che ha accompagnato la vita degli ambulanti nell’area di risulta, un po’ la loro casa, e quindi tv (con tanto di parabola), frigo, piastra per cucinare, carrozzini per bambini, biciclette e un camerino artigianale. E’ come se sul lato monti di questa enorme distesa di asfalto fosse passato un tornado: il personale di una ditta incaricata dal Comune e quello della società Attiva si sono occupati di smontare tutto, differenziare i rifiuti e portare via ogni cosa, consegnando a un deposito i banchi (circa 150) e gli ombrelloni che possono essere riutilizzati. E prima che si concludesse il tutto sono state necessarie ore, con un certo caos per il traffico che ruotava attorno alla stazione.
E’ cominciato tutto quando era ancora buio e si sono presentati in massa polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia municipale e corpo forestale, con i reparti celere arrivati da Bari, Napoli e Senigallia, che hanno creato una doppia cintura attorno alla zona interessata al blitz.
I senegalesi erano pronti, aspettavano quel momento da ore, e hanno provato a dire la loro, a far passare le loro ragioni, ma sono stati ignorati, qualcuno degli stessi ambulanti ha bloccato i più riottosi, mentre le donne piangevano. La bonifica è partita subito, per capire che tipo di materiale venisse conservato tra i banchi, e sono stati trovati, tra l’altro, dei marchi contraffatti da sistemare sui capi e un bel po’ di limoni, che potrebbero essere finiti lì con l’intenzione di fronteggiare l’eventuale uso di fumogeni.
Nel momento in cui è spuntato il sole sono entrati in azione la ruspa, i “ragni” e i camion ed è partito lo smantellamento vero e proprio del mercatino, atteso e temuto dal primo agosto dell’anno scorso, quando il sindaco Marco Alessandrini ha ordinato la bonifica. All’epoca il blitz è stato bloccato dalla politica, con l’impegno dei senegalesi che sarebbero state rimosse tutte le situazioni di abusivismo e illegalità, mentre ieri non c’è stato molto da fare per bloccare tutto. Si chiude un capitolo aperto dai primi anni 2000, quando il mercatino ha lasciato la zona davanti alla stazione ferroviaria (guardando corso Umberto), e si è spostato sotto al rilevato ferroviario, dove sono riemersi ieri mattina i vecchi segni degli spazi destinati a ciascun ambulante, disegnati a terra quando è stata asfaltata l'area di risulta. Era lì, quindi, che dovevano stare. Ma in realtà, come emerso da una relazione del 2010 della polizia ferroviaria, quell’area sarebbe stata occupata a lungo senza alcun assenso di Rfi (proprietaria), e solo ad aprile del 2010 il terreno sarebbe stato ceduto in comodato al Comune.
Da allora non si è mosso nulla, e i controlli della Polfer e della municipale sono andati avanti, registrando irregolarità, dalla merce contraffatta al degrado alla mancanza di sicurezza per la presenza di bombole del gas e allacci di fortuna dell'energia elettrica. Nel 2015 l'ultimo campanello di allarme, con nuove segnalazioni di irregolarità, e si è arrivati all'ordinanza di bonifica, sospesa poche ore prima dell'esecuzione. Ieri è stata scritta la parola fine.
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