Spiagge all’asta, balneatori furiosi «Investimenti milionari in fumo»

4 Marzo 2022

I fratelli Rocco (titolari del Drago Verde): «Nel 2023 scadono le licenze e molti perderanno il lavoro» Il consigliere Testa: «La Regione pronta a scendere in campo per far cambiare strategia al governo» 

FRANCAVILLA. «Non siamo carne da macello». Il grido d'allarme dei balneatori, per l'ormai nota vicenda relativa alla scadenza delle concessioni a fine 2023, arriva da Alessandro Rocco, che insieme al fratello Andrea - chef della struttura - gestisce dal 2013 lo stabilimento “Il Drago Verde” a Francavilla. Ha investito, con la sua famiglia, 1 milione di euro per acquistare la licenza nove anni fa e un altro milione nel 2019, dopo che l'anno prima era stato messo nero su bianco il rinnovo delle concessioni fino al 2033. Il suo non è solo uno sfogo, ma una protesta che abbraccia l'intera categoria: «Da quando nel 2013, con la mia famiglia sono entrato in questo settore ho sempre voluto mantenere un basso profilo. Adesso però è arrivato il momento di alzare la voce», attacca il titolare del Drago Verde, «me lo chiede chi lavora con noi, i miei colleghi e l'intero settore. Non si possono cambiare le regole in corsa, rischiando di lasciare in mezzo alla strada decine di famiglie. Abbiamo acquistato un chiosco e tre anni fa, dopo il rinnovo delle concessioni, siamo andati in banca per chiedere e ottenere un mutuo da 1 milione di euro, con cui abbiamo stravolto e modernizzato la struttura. Per farlo sono stato costretto a ipotecare la casa. Adesso lo Stato mi dice che a fine 2023 la mia concessione, che ho pagato e sulla quale ho investito, verrà rimessa all'asta. E io, come i miei colleghi, non posso accettarlo». Nel suo stabilimento poi, lavorano durante tutto l'anno almeno una decina di persone, che adesso temono per il loro futuro. Tra i balneatori che protestano, c'è chi fa questo mestiere da generazioni e chi, al contrario, è entrato recentemente nel settore. Su questo Alessandro ha la sua idea: «Chiedere investimenti agli imprenditori balneari è un discorso che condivido. E, in caso contrario, non mi sento di biasimare la revoca della concessione. Ma le due cose non vanno mescolate. Se lo Stato vuole da me lo stabilimento su cui ho investito almeno, mi deve restituire la somma spesa. E non un indennizzo». Tra le altre cose, proprio al seguito delle recenti disposizioni che fissano tra un anno e mezzo la scadenza delle concessioni, il titolare dello stabilimento Drago Verde ha bloccato un ulteriore investimento da 100mila euro per realizzare la piscina, almeno fin quando non verrà fatta chiarezza. Intanto i balneatori di tutta la Regione si preparano a manifestare per chiedere al governo un passo indietro, lasciando la scadenza delle concessioni a fine 2033, come originariamente stabilito. Sul punto interviene anche il consigliere regionale Guerino Testa, che assicura: «È pronta la circolare che la Regione Abruzzo sta per inviare ai comuni costieri, con l'indicazione di non attivare iniziative burocratiche sulle concessioni demaniali marittime, fin quando la questione non verrà definita a livello governativo», spiega in una nota, «le Regioni devono anticipare le mosse di un governo che sta accelerando verso una direzione sfavorevole al comparto turistico, con danni per la relativa economia. Adesso serve una conferenza delle regioni per mettere nero su bianco il dissenso da consegnare al governo su una normativa distruttiva».
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