Spiagge all’asta: spunta una nuova soluzione per salvare le imprese

21 Agosto 2024

La proposta di un partenariato tra pubblico e privato  fatta da una deputata di Forza Italia piace alla Regione

PESCARA. Un partenariato pubblico-privato: sul filo di lana spunta, dal cilindro della politica, una soluzione quasi indolore per i titolari degli stabilimenti balneari che, entro fine anno, dovranno cimentarsi con la roulette russa delle vendite all’asta. L’ultima diffida piovuta sulle teste dei sindaci delle località della costa, firmata dall'Antitrust, non sembrava dare vie d’uscita alle gare per riassegnare le concessioni balneari. Ma una proposta arrivata dalla maggioranza di governo può riaprire per l’ennesima volta la partita sulla mancata applicazione della Direttiva Bolkestein sulla concorrenza, per la quale il governo Meloni è sotto procedura d'infrazione da parte di Bruxelles. Entro agosto la maggioranza di centrodestra dovrà prendere una decisione. Palazzo Chigi pensa a una soluzione ponte con una nuova mini proroga, attraverso una interlocuzione con l'Ue, da inserire in un decreto ad hoc, sul modello di quello già approvato lo scorso anno. Ma a sorpresa, dal fronte di Forza Italia, è arrivata una soluzione alternativa. La deputata Erica Mazzetti ha infatti proposto un'altra via, il partenariato pubblico-privato.
Il piano sarebbe quello di vincolare i titolari delle concessioni, attualmente chiamati a gare pubbliche, a rispettare l'impegno di realizzare opere d'interesse per la comunità, per esempio quelle per la tutela e sostenibilità ambientale. «Sostituire il regime concessorio con la formula del partenariato pubblico-privato, introdotta nel nuovo Codice degli appalti, purché ci sia, nei titolari di concessioni, altrimenti chiamati a gare pubbliche, la volontà e l'impegno a realizzare opere d'interesse per la comunità». Questo è il contenuto di una risoluzione presentata dalla deputata Mazzetti, responsabile del Dipartimento lavori pubblici di Forza Italia e presidente Intergruppo parlamentare "Progetto Italia", già relatrice del nuovo Codice degli appalti. Sulla sua proposta si concentra l’attenzione anche della maggioranza di centrodestra della Regione Abruzzo: «Questa soluzione sembra permettere di superare i problemi emersi circa l'applicazione della Direttiva Bolkestein alle concessioni demaniali, in quanto la stessa non si deve applicare a servizi non economici di interesse generale». L’opzione, infatti, «vincola i titolari di una concessione pubblica a fare necessariamente degli investimenti per la collettività, con impegni reali da stabilire in fase contrattuale». Tra gli interventi consentiti ci sono quelli di mitigazione dell'erosione costiera, di protezione della biodiversità e, vista la necessità di acqua, quelli per l'installazione di impianti di dissalazione e, in generale, di qualsiasi opera o infrastruttura per la sostenibilità ambientale – in un quadro di sviluppo sostenibile come indicato dalla stessa Ue – così da diventare patrimonio della collettività. Problemi di difficile soluzione (almeno dal punto di vista economico) come anche la raccolta differenziata della spazzatura in aeree da preservare per la loro biodiversità, verrebbero messi nelle mani degli stessi titolari delle concessioni, in grado di fare investimenti che realizzerebbero le opere di interesse come senza rinunciare al loro vantaggio imprenditoriale.
«A norma di legge», spiega infine Mazzetti, «si può fare e sono convinta che sia la soluzione politica migliore per conciliare le esigenze di tutti, senza più andare al muro contro muro, affrontando il passaggio con una visione liberale e garantista per dare un'alternativa». (l.c.)