Spiagge all’asta, una legge salva-imprese

Consiglio regionale: l’annuncio del presidente Sospiri riguarderà gli indennizzi per gli uscenti
L’AQUILA. «La Regione Abruzzo sta predisponendo e approverà una Legge ponte a tutela e salvaguardia delle nostre imprese balneari, in attesa di fare piena luce e chiarezza sui criteri premiali per disciplinare gli equi indennizzi destinati ai nostri imprenditori per coprire gli enormi investimenti realizzati sulle proprie concessioni negli anni». Lo annuncia Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale, che non entra nella giungla delle concessioni balneari scadute oppure no, delle proroghe legittime o arbitrarie, e del braccio di ferro tra l’Authority ed i sindaci della costa abruzzese, ma punta dritto sul tema degli indennizzi per gli imprenditori uscenti.
«Con il presidente Marco Marsilio e il consigliere delegato Nicola Campitelli, che ringrazio per la sensibilità e il massimo impegno», prosegue Sospiri, «stiamo lavorando sulla vicenda Bolkestein, in costante collegamento sia con Roma che con le associazioni di categoria, ragionando su carte, documenti concreti e procedure».
Sospiri va al di là della polemica sollevata due giorni fa dall’ex candidato sindaco di Pescara, Carlo Costantini, che è intervenuto sulle proroghe delle concessioni e sulla necessità di avviare le aste pubblica, un epilogo inevitabile. Ma è diversa dalla questione degli indennizzi, per la quale, a livello nazionale, la Lega ha tentato, senza riuscirci, di emendare il Decreto Coesione. Ed è qui che la Regione Abruzzo si inserisce per giocare un proprio ruolo, come del resto ha già fatto due anni fa appoggiando il Sib Confcommercio nel primo ricorso contro le vendite all’asta delle spiagge. È stata l’unica Regione d’Italia a farlo.
«Abbiamo sviscerato ogni virgola della direttiva Bolkestein», spiega Sospiri, «e fin qui siamo riusciti a tutelare il diritto d’impresa dei nostri balneari che ogni anno garantiscono la vita delle concessioni e producono oltre mille posti di lavoro. Non abbiamo mai fatto promesse da marinaio, ma abbiamo sempre detto che faremo qualunque cosa per salvare le imprese oggi esistenti che hanno evidentemente maturato dei diritti e delle giuste rivendicazioni. L’ultimo atto sul quale stiamo», ribadisce il presidente del Consiglio regionale, «è una legge ponte che copra questo periodo in attesa che si stabiliscano in maniera univoca e definitiva i criteri che verranno impiegati per garantire gli equi indennizzi agli imprenditori che, ancora oggi, stanno gestendo con la diligenza del buon padre di famiglia le loro aziende balneari, una colonna portante della nostra economia sulla costa». Parliamo di 617 gli stabilimenti su un totale di 930 permessi demaniali da Martinsicuro a San Salvo. La fetta più consistente di concessioni, secondo il Piano demaniale marittimo della Regione Abruzzo, riguarda i Comuni di Pescara e Silvi che ne detengono rispettivamente l’11 e il 13%. (l.c.)

