Spiagge aperte a fine mese La rabbia dei balneatori: troppo tardi, partiamo ora

Gli stabilimenti chiedono date certe per farsi trovare pronti per i primi clienti Taglio netto degli ombrelloni, steward per vigilare, stop a gonfiabili e aree giochi
PESCARA. Una data precisa - per ora si ipotizza il 29 maggio - e direttive definite che orienteranno le operazioni di allestimento necessarie alla ripartenza. È univoca la richiesta del mondo balneare, sospeso in un limbo di incertezze.
Ad allarmare gli operatori turistici sono i tempi necessari per sistemare spiagge e attrezzature. Agli stabilimenti sono concesse operazioni di manutenzione e pulizia, ma non di allestimento.
Tutti sono d'accordo: se non si comincia da subito, sarà difficile trovare i lidi pronti ad accogliere i clienti da fine mese o dal primo giugno, date quotate per l'inizio della fase 2 per il comparto balneare. Tra mille incognite, i balneatori iniziano a pensare a come organizzarsi. La ricetta, come per gli altri settori, è la stessa e vede nel distanziamento sociale l'ingrediente principale. A questo si dovrà aggiungere la capacità dei singoli utenti di autogestirsi.
MENO PALME E OMBRELLONI «Comprendiamo che la riapertura sia subordinata all'evoluzione dell'epidemia, ma abbiamo bisogno di indicazioni e di autorizzazioni per cominciare a preparare le spiagge», sottolinea Elio Di Giuseppe, titolare di Sabbia d'Oro a Montesilvano. Il distanziamento tra gli ombreggi non sembra un problema per lo stabilimento, dove anche negli anni passati le palme erano collocate a distanze di 6.5 metri di profondità per 6 paralleli al mare.
«Dovrò ritoccare qualcosa sulla collocazione degli ombrelloni, riducendoli di circa 50 unità. Ai clienti sottoporrò un regolamento interno, affinché si autogestiscano con turni, per rispettare un numero massimo di persone, sotto ogni ombreggio, che verrà stabilito dalle linee guida e che dovrà tenere conto dell'appartenenza a uno o più nuclei familiari. I nostri lidi sono aperti, non hanno perimetrazione, quindi è impossibile controllare a tappeto tutti».
Quella che sta per entrare per Di Giuseppe sarà un'estate di relax. I campi da gioco, sui quali il balneatore aveva puntato negli anni scorsi, quest'anno difficilmente saranno montati. Così come le aree gioco per bambini.
CONTROLLORI Ad Apollo, sul lungomare di Pescara, palme e ombrelloni saranno un 40 per cento in meno delle stagioni passate. «Ogni palma potrà godere di 42 metri quadri di spazio, gli ombrelloni di 16. Tra ogni lettino lascerò 1,80 metri di distanza», afferma Domenico Pagliari. «Assumerò degli steward per controllare le presenze, ma è evidente che saranno i clienti ad autogestirsi attraverso turni».
Regole rigide anche nella fruizione delle due piscine, da 100 e 90 metri quadri, nelle quali verranno regolamentati gli accessi di massimo 14 persone ogni trenta minuti. I campi sportivi saranno un miraggio, così come i gonfiabili per i bambini non saranno montati.
I BAMBINI I timori più grandi dei balneatori sono i piccoli. Se sugli adulti si può contare sulla capacità di autoregolarsi, la natura dei bambini è talvolta incontenibile e questo rappresenta una preoccupazione in più per gli operatori che temono la responsabilità di vigilare sulla loro gestione. «Ognuno dei nostri clienti dovrà farsi un programma per godere della spiaggia», dichiara Germana Cioffi, contitolare insieme al fratello Mauro del Lido Bianco a Francavilla. La piccola spiaggia fino allo scorso anno conteneva 60 palme e 30 ombrelloni. Numeri che andranno ridotti anche sulla base di un sondaggio promosso dai fratelli sui social. «Stiamo chiedendo quale tra i due ombreggi preferirebbero e che tipo di frequentazione pensano di fare, se quotidiana o al desiderio. Andremo a mantenere una quota di palme e ombrelloni per i clienti storici e una restante sarà a disposizione per l'uso giornaliero o orario per far girare più gente possibile».
PRANZI IN SPIAGGIA La partita della sicurezza si gioca pure nei momenti dei pranzi sugli stabilimenti.
La tendenza è quella di potenziare il più possibile il servizio di fruizione dei pasti sotto l'ombrellone.
«Anticiperemo le prenotazioni alla mattina», specifica Clea Rocco di Lido 186 sul lungomare sud di Pescara. «Dobbiamo evitare tutte le possibili occasioni di incrocio tra i clienti. Penso a percorsi divisi tra entrata e uscita che vanno a generare flussi circolari. I clienti dovranno indossare la mascherina quando si spostano, per toglierla nei momenti di relax, sperando che il tempo permetta di allentare le regole».
RINCARI «Dovremo pensare a un servizio di steward per controllare le aree», continua. «È evidente che tutti questi adeguamenti potrebbero avere conseguenze in termini di costi per il cliente».
COSTI E CLIENTI Di tutt'altro avviso Franca Ammazzalorso, gestore insieme ai fratelli Andrea e Stefano dell'Ammiraglia Beach Club, sul lungomare nord di Pescara.
«Dobbiamo cercare di realizzare le misure, senza far pesare i costi sul cliente, ma devono metterci in condizione di farlo con spese che siano sostenibili. È più che mai urgente che forniscano date e disposizioni, perché per far ripartire l'attività di uno stabilimento ci vuole a monte un lavoro imprenditoriale importante. Senza linee guida, è inutile qualunque ipotesi su come riorganizzarsi».
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