Spiagge, corsa per evitare una maxi vendita all’asta

17 Luglio 2023

Dalla Regione segnali rassicuranti: la mappatura definitiva è quasi completata  Giovedì 20 luglio il tavolo tecnico del ministero farà il punto, c’è anche l’Abruzzo

PESCARA. È una corsa contro il tempo per scongiurare la vendita all’asta delle spiagge. Il destino di 750 concessioni balneari in Abruzzo è legato alla mappatura delle aree libere o affidate alle imprese balneari lungo i 133 chilometri di costa da Martinsicuro fino a San Salvo. Dalla Regione arrivano notizie rassicuranti: la ricognizione è quasi completata, per settembre sarà pronta. Ma il prossimo appuntamento è dietro l’angolo: il governo lo ha fissato per giovedì 20 luglio.
Lo scorso 9 giugno, nel primo incontro a Palazzo Chigi del tavolo istituito dall’ultimo decreto Milleproroghe, l’esecutivo Meloni si era impegnato a concludere la mappatura del demanio entro la fine di settembre: a occuparsene è il ministero delle Infrastrutture, che ha il difficile compito di calcolare la quantità di spiagge già in concessione e di quelle libere e concedibili. L’obiettivo della maggioranza, infatti, è di garantire la concorrenza richiesta dalla direttiva europea Bolkestein permettendo di aprire nuovi stabilimenti balneari, anziché espropriare e vendere all’asta quelli esistenti. Ma per farlo, occorre prima dimostrare che in Italia, e in Abruzzo, c’è ancora un’abbondante quantità di litorali disponibili, come ha stabilito la Corte di giustizia europea con una sentenza del 20 aprile scorso.
Per ora il governo è in possesso dei dati grezzi estratti dal Sistema informativo demanio (Sid). Al Portale del mare sono attualmente registrate circa 700 pubbliche amministrazioni, centrali e locali, e più di 30.000 utenti privati.
Ogni utente, accedendo al Sid secondo la propria profilazione, può consultare i limiti di un determinato stabilimento balneare, visualizzare le particelle demaniali e accedere a report e statistiche sull’utilizzo del demanio marittimo.
Il sistema, in tal modo, rende disponibili, sull'intero territorio nazionale, un catasto di dati aggiornati automaticamente dagli uffici demaniali locali, che consentono la conoscenza dello stato d'uso delle spiagge. Ma la Regione Abruzzo, attraverso il Servizio Demanio Marittimo che sovrintende ai lavori dei 19 Comuni costieri, sta andando oltre integrando la mappa delle spiagge sia con dati qualitativi, cioè geomorfologici delle zone, oltre che quantitativi sia con gli ultimi aggiornamenti che gli uffici demaniali locali stanno inviando. Tra poco più di un mese la mappa definitiva sarà pronta. Sul fronte dei rappresentanti di categoria riportiamo il commento della Cna Balneari, che partecipa al tavolo interministeriale con il proprio coordinatore nazionale, l’abruzzese Cristiano Tomei: «Molto positivo l’esito della riunione precedente per definire la mappatura delle spiagge della nostra penisola. Ci sono i presupposti per concludere una querelle decennale con l’Europa. Il lavoro che emerge dal Mit, attraverso il Sistema informativo demanio e in base a quanto stabilito nel Milleproroghe - secondo la Cna - fa veramente ben sperare affinché i dati definitivi dimostrino la disponibilità, e non la scarsità, della risorsa spiagge per nuove iniziative imprenditoriali senza dover mandare in liquidazione l’attuale sistema balneare. Dati, quelli che emergeranno in maniera più strutturata già a partire dalla prossima riunione del tavolo prevista per il 20 luglio, che», conclude Tomei, «potranno dare certezze durature per il futuro del comparto composto in Italia da trentamila piccole aziende familiari e acclarare, nel confronto con la Commissione europea, la non applicazione della direttiva Bolkestein». (l.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.