Sport in lutto, addio al professor Bernardi «Esempio per tutti»

29 Ottobre 2022

Storico insegnante di educazione fisica al liceo Da Vinci fu preparatore dei campioni della pallanuoto e del basket

PESCARA. Il mondo sportivo pescarese perde il professor Mario Bernardi, figura autorevole non solo nel mondo dello sport, al quale ha dedicato tutta la vita professionale. Una perdita che lascia nella tristezza la folta schiera di sportivi, colleghi ed ex studenti che hanno avuto modo di apprezzarne le doti umane e professionali, come insegnante di educazione fisica al liceo scientifico Da Vinci per un quarantennio e, sul campo, come tecnico dell’atletica leggera, come cestista e poi come preparatore atletico sia nella pallanuoto che nel basket, discipline alle quali era rimasto legato anche negli ultimi anni, quando si recava ad assistere ai vari eventi cittadini. Aveva 86 anni, lascia le figlie Simona e Raffaella, e tre nipoti, dopo aver perso la moglie Enrica solo qualche anno fa. Al professor Bernardi è legata la storia dell’atletica leggera cittadina, quando all’Adriatico forgiava le giovani promesse; ed è legata anche la storia della pallacanestro pescarese nella quale, dopo aver giocato a Rieti in serie A, ha militato nella Libertas (poi Max Meyer) fino alla fine degli anni Sessanta, per poi passare ad allenare in altre squadre cittadine come l’Amatori e l’Antoniana, costernate per la perdita. L’altro grande legame sportivo, Bernardi l’ha avuto con la pallanuoto. Dagli anni Ottanta è stato preparatore della Sisley di Gabriele Pomilio, Manuel Estiarte, Amedeo Pomilio e di tanti altri campioni, squadra pluridecorata con la quale è salito ai vertici della pallanuoto italiana ed europea fino al 2006. «Un dolore profondo, per me era più di un fratello, ci sentivamo ogni giorno», afferma Nicola Ricotta, capitano della Max Meyer. «È stato lui che mi ha indirizzato al basket prima, e all’Isef poi; quando giocavamo era l’anima tecnica della squadra che ci diede una prima impronta professionistica in campo, l’antesignano della figura di preparatore atletico, lui che veniva dall’atletica leggera».
«È stato presente fin dal primo giorno nella mia carriera e in quella della gloriosa Sisley», ricorda Amedeo Pomilio, ex pallanuotista e poi allenatore, nazionale azzurro per svariati anni. «Un secondo padre senza il quale non avrei raggiunto i risultati ottenuti, sempre vicino nei momenti felici ma soprattutto in quelli più difficili. Un esempio per tutti, la sua empatia e professionalità». Tristezza nelle parole di Stefano Rajola, ex cestista e oggi allenatore della Mokambo Chieti, e amico di famiglia. «Lascerà un segno indelebile nel mondo sportivo, apprezzato anche per la disponibilità testimoniata dalle numerose conoscenze in ambito sportivo». Franco Di Fulvio, allenatore della Pescara Pallanuoto, si commuove: «Mio professore al liceo e poi preparatore per 13 anni alla Sisley, persona solare, umile, competente, che ha vissuto per la famiglia e lo sport. Qualche giorno fa ci aveva promesso di venire alla nostra prima di campionato, tra una settimana. Un grande dolore». E tra gli ex allievi, anche il sindaco Carlo Masci: «Il prof Bernardi è stato il mio insegnante allo scientifico, un galantuomo, con una calma serafica nell'affrontare i problemi. Poliedrico, innamorato del suo lavoro, campione nello sport e nella vita, un esempio per tanti giovani che si sono affermati grazie ai suoi insegnamenti. Pescara gli deve molto, lo sport gli deve molto. Grazie professore».
I funerali, domani alle 14,30 nella chiesa di Sant’Antonio. Camera ardente nella casa funeraria Caporale da oggi alle 11.