Stabilimenti aperti tutto l’anno: «Un richiamo in più per i turisti»

Pubblicata l’ordinanza della Regione sulle attività del lungomare, diminuiscono le restrizioni per i lidi Il presidente della Sib Padovano: «Pescara si adegua alle località di vacanza della riviera romagnola»
PESCARA. Da quest’anno, gli stabilimenti balneari abruzzesi e pescaresi potranno rimanere aperti 365 giorni l’anno e quindi anche in inverno. Lo prevede l’ordinanza balneare 2022, emessa dalla Regione il 24 marzo scorso.
«Durante il periodo invernale e precisamente dal 31 ottobre al 23 marzo», recita testualmente, «agli stabilimenti balneari è consentita l’apertura al pubblico per fini sanitari ed elioterapici, “Mare d’inverno”, con l’utilizzazione della superficie massima di metri quadrati 1.000 dell’area in concessione». I gestori dei lidi dovranno comunque prima comunicarlo all’ufficio demanio marittimo regionale competente. In spiaggia potranno essere utilizzate attrezzature balneari (ombrelloni e sedie) e installate strutture “prendisole” (paravento e/o igloo), a basso impatto visivo (trasparente). «Tali strutture», è scritto ancora nell’ordinanza, «dovranno essere preventivamente autorizzate dagli Enti competenti ed installate nel rispetto delle norme di sicurezza».
Per il presidente della Confcommercio Riccardo Padovano che insieme a Peppino Susi della Confesercenti ne è stato il promotore, presentando la proposta alla Regione, «la possibilità di fruire anche d’inverno del mare porterà benefici a tutti e a tutti i livelli. In alcune località come Cesenatico, Cervia, Milano Marittima o nel golfo di Napoli e nel litorale laziale, i lidi sono già aperti nell’intero arco dell’anno. L’Abruzzo può candidarsi così a diventare ancora di più capofila nella macroregione ed essere imitata dalle regioni limitrofe come Marche e Molise. Per i cittadini e per i turisti, una possibilità in più».
L’ordinanza prevede, inoltre, l’avvio della stagione balneare il 25 marzo e la sua conclusione il 30 ottobre. Dal 25, come già stanno facendo diversi balneatori, si possono iniziare le attività preparatorie e di allestimento delle aree in concessione e delle spiagge libere (pulizia, livellamento, riduzione volumetrica della ghiaia, installazione attrezzatura balneare), che devono obbligatoriamente essere concluse entro il 31 maggio a meno di proroghe da parte del Comune. Le strutture mobili e le attrezzature balneari vanno poi rimosse entro il 30 ottobre. Dal primo giugno al 4 settembre i concessionari di aree demaniali e/o comuni per le spiagge libere devono garantire il servizio di assistenza alla balneazione.
Così come nel recente passato, sulle spiagge e nelle acque riservate alla balneazione è vietato per tutto l’anno, fra le altre cose, campeggiare con tende, roulotte, camper e pernottare. E’ vietato inoltre abbandonare a terra o in mare rifiuti, sia pure contenuti in buste; realizzare opere ovvero installare strutture, «che possano costituire impedimento o pregiudizio per l’utilizzazione degli apprestamenti destinati alla fruizione delle aree demaniali da parte delle persone con disabilità»; accendere fuochi o fare uso di fornelli a fiamma libera o ad energia elettrica sugli arenili, nelle cabine balneari e negli altri locali non autorizzati. Sul fronte Covid, restano per lo più le stesse disposizioni dell’anno passato. «L’area destinata ad ogni ombrellone non può essere inferiore a 10 mq ferma restando che in ogni caso deve essere assicurato il distanziamento interpersonale di 1 metro lineare. Tale obbligo è derogato per i soli membri del medesimo nucleo familiare ovvero conviventi». Ed ancora, «in caso di utilizzo di altri sistemi di ombreggio (hawaiani, gazebi) andranno comunque sempre garantite aree equivalenti a quelle utilizzate per gli ombrelloni standard; i lettini posizionati singolarmente sulla spiaggia devono essere collocati orizzontalmente alla linea del mare ad una distanza di almeno 1,5 metri l’uno dall’altro».
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