Stagione fiacca per l’olio nuovo La produzione è dimezzata

21 Ottobre 2018

TOCCO DA CASAURIA. Il dato sconcertante della campagna olearia, da poco apertasi nella media Val Pescara, e in special modo nella zona casauriense, territorio con la presenza di piantagioni secolari...

TOCCO DA CASAURIA. Il dato sconcertante della campagna olearia, da poco apertasi nella media Val Pescara, e in special modo nella zona casauriense, territorio con la presenza di piantagioni secolari soprattutto della cultivar di Police Toccholana, è che per questa stagione la produzione è scesa di oltre il 50 per cento.
E questa débacle produttiva è da addebitare soprattutto alle condizioni atmosferiche dei mesi estivi: in luglio e agosto si sono avuti repentini abbassamenti delle temperature che hanno favorito lo sviluppo di parassiti, come la mosca olearia (dacus oleae) che ha infestato larghe fasce di territorio danneggiando le olive in crescita. Il risultato è stato che anche gli oliveti più produttivi, ben trattati dal coltivatore e situati in zone più esposte, hanno prodotto olive non sane, infestate dalle punture della mosca e dalle larve. Condizioni che non consentono la raccolta poiché l'olio che si sarebbe ottenuto sarebbe stato di scarsissima qualità e non commestibile. Gli oliveti che si sono in parte salvati, situati soprattutto nella zone meno esposte della vallata del Pescara, hanno mantenuto alcuni standard di produzione formando un prodotto accettabile, con acidità e numero di perossidi rientranti nei parametri fissati per l’extravergine, anche se meno ricchi si sostanze fenoliche e di aromi. Il consiglio degli esperti è quello di consumare subito questo olio, prima di quello ancora stoccato in cantina della scorsa stagione, che avendo tutti requisiti organolettici di un grande olio, può essere conservato più a lungo.
Dunque, dalle circa 130 mila piante che si contano nella campagna di Tocco da Casauria e dintorni, si stima che per questo 2018 si sfioreranno appena i mille quintali di olio (contro i 1800 del 2017). Olio al quale mancheranno i sapori spiccatamente di amaro e piccante conferiti dalla varietà toccolana, ma avrà proprietà gustative e aromi anche importanti delle altre cultivar allevate in questo areale, come la Frantoio, l’Intosso, il Leccino, la Gentile.
Tengono comunque i prezzi alla vendita anche direttamente in frantoio: fino ad oggi, si è mantenuto quello dello scorso anno di 8 euro/litro, e 70/80 euro al quintale per le olive, anche se non ci sono state comunicazioni ufficiali delle organizzazioni di settore. Nella media annuale le rese in olio.
Le bizze delle condizioni atmosferiche hanno imposto ai frantoiani un’apertura anticipata rispetto alle altre stagioni e «che», spiega l’esperto oleologo, agronomo della Regione Abruzzo, Luciano Pollastri, «sono stati sensibili a questa richiesta diffusa per garantire la pronta e celere molitura delle olive in raccolta, proprio per cercare di salvaguardare per quanto possibile la qualità dell’olio estraibile. Olio che è apparso», conferma l’esperto «almeno per le prime moliture, privo di particolari ricchezze di note di fruttato e modesto sul piano del piccante e dell’amaro. Comunque i risultati al momento sono da ritenersi soddisfacenti con valori di acidità e perossidi nella classificazione extravergine. Le molitura che verranno a seguire le raccolte dei prossimi giorni, là dove sarà possibile, dovrebbero migliorare sotto l’aspetto qualitativo proprio per la presenza di quelle varietà medio tardive e tardive di maggiore interesse, come ad esempio la Dritta, nettamente meno colpite dalla mosca olearia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA