Stangata nel carrello della spesa Alle stelle olio, frutta e farina

25 Maggio 2022

L’Istat: in un anno più 65% sul prezzo dei semi di girasole, ma è impennata per diversi prodotti

Il carrello della spesa è sempre più costoso. La crisi energetica, acuita dalla guerra in Ucraina, ma anche dalla conseguenza diretta della difficoltà nel reperire alcune materie prime e dalle tensioni sul mercato del grano: una tempesta perfetta, che prima ha impennato i prezzi di bollette e carburanti e di conseguenza le imprese e il settore dei trasporti merce, ora, con l’inflazione in crescita, colpisce sempre più anche i prodotti alimentari sugli scaffali di supermercati e negozi. Colpita anche la tecnologia, complice la crisi dei chip. Lo rileva ufficialmente l’Istat, monitorando i prezzi del paniere di prodotti e servizi.
E il 10 giugno le associazioni dei consumatori scenderanno in piazza, anche in Abruzzo, per protestare contro il caro vita, con l’iniziativa “Pentolevuote”. Per il Codacons Abruzzo, infatti, con la tensione internazionale sono venuti al pettine i nodi strutturali del Paese e anche dell’Abruzzo: l’assenza di una politica energetica e le speculazioni sia nel mercato di gas e luce che in quello del carburante.
GLI ALIMENTI
Secondo l’Istat uno dei prodotti che più ha subito le conseguenze delle tensioni internazionali è l’olio di semi, soprattutto di girasole, che in un anno ha visto crescere il proprio prezzo del 65%. La Russia è infatti uno dei paesi che maggiormente esporta a livello globale i semi e l’olio di girasole, così come l’Ucraina. Tuttavia, i prezzi al dettaglio di questo prodotto erano in crescita già prima del conflitto.
Ma è impennata dei prezzi anche per la farina e la pasta: per entrambe in un anno si è registrata una crescita del 17%. Per la farina si parla di un aumento del 6,2% al mese durante la guerra. Per entrambe si pagano difficoltà nel reperire le materie prime, le tensioni sui mercati internazionali di riferimento e poi i costi del trasporto e dell’energia. Così, se un chilo di pasta un anno fa costava mediamente 1,30 euro, ora costa 1,52.
Ma gli aumenti riguardano anche prodotti ortofrutticoli: in particolare le pere (+26%) e il pomodoro (+19%), poi arance e pesche(+11%). Il burro è invece cresciuto del 16%, il pollame del 12%, i frutti di mare e i crostacei del 10%.
LA TECNOLOGIA
Al caro energia e carburante si aggiunge poi la crisi dei chip, che fa salire vertiginosamente anche il costo di prodotti tecnologici. È così che, secondo l’Istat, in un anno il prezzo degli apparecchi telefonici fissi è salito del 17%, mentre quello di macchine fotografiche e videocamere del 13%. Stesso aumento anche nel costo dei computer, mentre la congiuntura ha influito anche nel rincaro del 10% degli apparecchi per il riscaldamento e i condizionatori.
GLI ALTRI PRODOTTI E SERVIZI
Cresce poi il costo per lo sharing in città: più 28% in un anno. Ma anche l’affitto di garage e posti auto: più 17%. È del 16%, invece, l’aumento dei prezzi nelle autoscuole. Rincari anche in gioielleria, dove l’aumento medio è stato del 10% in dodici mesi.
BOLLETTE E CARBURANTE
Alla base di tutto ci sono gli aumenti dei costi energetici e del carburante, che colpiscono due volte le famiglie: prima alzando i costi per le imprese e per i trasporti, provocando la crescita dei prezzi al dettaglio nei negozi, poi provocando rincari anche in bolletta e alla pompa di benzina.
L’impennata maggiore è quella dell’energia elettrica (+69%), poi quella del gas (+62%). Mentre il gasolio per il riscaldamento è cresciuto del 46%.
Al distributore di carburante, invece, gpl e metano sono saliti complessivamente del 46%, il gasolio del 23% e la benzina del 13%, nonostante il taglio delle accise.
«SITUAZIONE DRAMMATICA»
«Siamo davanti a una situazione drammatica», spiega Vittorio Ruggieri, presidente del Codacons Abruzzo, secondo cui «la crisi internazionale ha portato al pettine tutti i nodi italiani, dall’assenza di una politica energetica alla speculazione che coinvolge sia il settore di luce e gas che quello del carburante». Continua Ruggieri: «Per luce e gas da tempo segnaliamo che l’autorità Arera non riesce a tutelare gli utenti, né le famiglie né le piccole e medie imprese. Ne vediamo di tutti i colori, tanto che abbiamo deciso di raccogliere i casi più eclatanti per realizzare un dossier da sottoporre alla commissione parlamentare che se ne occupa. Per la benzina, invece, non abbiamo mai capito perché da decenni il prezzo cresceva a ridosso delle ferie degli italiani. Ecco, questo sistema, che vedeva gli italiani in balìa delle speculazioni, ora deve fare i conti con grandi e gravi difficoltà internazionali, che hanno fatto impennare i costi energetici e a catena hanno investito le filiere e i prodotti sugli scaffali». Il 10 giugno, per questo, il Codacons, insieme alle altre associazioni dei consumatori, scenderà in piazza per la manifestazione di piazza contro il caro vita “Pentolevuote”: nei prossimi giorni sarà comunicata la sede abruzzese della protesta.