Stella Maris, il sindaco dice no all’Alberghiero

14 Febbraio 2019

Alla vigilia del secondo lotto di lavori e dopo il cambio di maggioranza in Regione e Provincia, Maragno rilancia la sede dell’accademia di Belle Arti

MONTESILVANO. No a un dormitorio, sì a un luogo vivo che trabocchi di giovani, cultura e istruzione. All’indomani del collaudo tecnico del primo lotto di interventi realizzati per la riqualificazione della Stella Maris, e alla vigilia dell’appalto per la seconda tranche di lavori, il sindaco di Montesilvano Francesco Maragno torna a rilanciare l’idea di aprire le porte dell’ex colonia fascista a corsi accademici in grado di attrarre in città studenti da ogni parte d’Italia e del mondo. Nonostante le bocciature ottenute negli ultimi due anni dalle amministrazioni provinciale e regionale, per il primo cittadino non si è ancora infranto il sogno di vedere l’aeroplanino trasformarsi in una sede dell’Accademia delle Belle Arti di Roma, idea lanciata a novembre 2016 in sinergia con l’istituto romano e con la benedizione dell’allora ministro all’Istruzione Stefania Giannini. A riaprire una speranza per il sindaco potrebbe essere, ora, il cambio ai vertici dei due Enti locali. Ed è forse proprio per questa ragione che ieri il primo cittadino ha incontrato il presidente della Provincia, Antonio Zaffiri, per affrontare nuovamente il tema della destinazione d’uso della struttura.
«Il futuro della Stella Maris», spiega Maragno, «non può prescindere da una valutazione fatta in accordo con l’amministrazione di Montesilvano, nell’ottica di una scelta utile per la nostra città. Non vogliamo più che quella sia una struttura in degrado ma, al contrario, che sia in grado di rilanciare il territorio. L’idea del dormitorio è assolutamente anacronistica e, invece, dobbiamo farne un volano per la cultura in città». Maragno si riferisce alla decisione presa negli ultimi anni dalla Provincia e dalla Regione di trasformare la Stella Maris in un convitto per gli studenti fuori sede dell’istituto alberghiero De Cecco in inverno, e in una colonia per bambini nel periodo estivo.
«Noi vogliamo che diventi l’Aeroplano della cultura», prosegue il sindaco, «e siamo disponibili a condividere la scelta con tutti, ma l’importante è che l’investimento sia un investimento per attività accademiche. Gli studi altamente professionalizzanti portano benessere, cultura, circolazione di idee, forze giovani e propositive. Non vogliamo più che a Montesilvano gli appartamenti vengano affittati alle prostitute, ma che vengano affittati a studenti che raggiungono la nostra città da altre parti d’Italia, e perché no dall’estero, per frequentare corsi di eccellenza». La priorità del sindaco è anche quella di scongiurare il rischio che la struttura diventi nuovamente un luogo degradato. «Noi siamo pronti anche a prendercela in carico», rilancia il primo cittadino, «ad accollarci l’onere della gestione e a fare tutti gli interventi necessari per rilanciarla».
Intanto in questi giorni i tecnici della Provincia sono alle prese con gli aspetti burocratici legati al secondo lotto di interventi da un milione e mezzo di euro finanziati attraverso il Masterplan di cui però l'Ente ha ricevuto solo un anticipo del 5%. Una cifra troppo esigua per consentire l’affidamento degli interventi, tramite bando di gara, a un’azienda privata che, una volta avviati gli interventi, legittimamente chiederebbe il pagamento relativo all'avanzamento dei lavori.
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