Stemma col Guerriero: via libera alla legge

23 Febbraio 2024

Per il Consiglio dei ministri supera l’esame anche la nuova norma che introduce il reddito di libertà

L'AQUILA. Sei leggi su sei della Regione Abruzzo, vagliate dall’ultimo Consiglio dei Ministri, passano l’esame di legittimità costituzionale. Dalle norme che introducono le modifiche allo stemma regionale, all’istituzione del reddito di libertà per le donne, viene riconosciuta la bontà dell’azione legislativa del Consiglio regionale.
Di particolare importanza, segnala la Direzione affari della Presidenza e Legislativi dell’Emiciclo, «è stata la costante e proficua attività di leale collaborazione che ha consentito di limare i testi in fase di revisione normativa».
Queste le leggi regionali che non sono state oggetto di impugnativa: legge regionale 59 del 27/12/2023, “Modifiche alla legge regionale 27 luglio 2022, n. 13 (Stemma e gonfalone della Regione Abruzzo con il Guerriero di Capestrano) e ulteriori disposizioni”; legge regionale 61 del 28/12/2023, “Istituzione del “Festival della Sostenibilità””; leggi 62 e 62 del 28/12/2023, entrambi riguardanti il “Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio per acquisizione di beni e servizi in assenza del preventivo impegno di spesa”, riferite all’affidamento dei servizi di progettazione definitiva ed esecutiva, coordinatore sicurezza e direzione e affidamento lavori dell'intervento “Masterplan - Piano per il Sud” - Intervento previsto nel Comune di Pineto – Intervento di difesa della costa del comune di Pineto, località litorale Nord della foce del Torrente Calvano, riferiti all’anno 2022; legge 64 del 28/12/2023, “Riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio derivante da acquisizione di beni e servizi in assenza del preventivo impegno di spesa per l’istituzione del Reddito di Libertà per le donne vittime di violenza”. Questa legge regionale a sostegno delle donne vittime di violenza porta la firma della consigliera regionale di Forza Italia, Sara Marcozzi. Si tratta di una norma che nasce con un intento ben preciso: aiutare le donne a liberarsi dal ricatto economico e proseguire il percorso per ritrovare il diritto alla libertà e all’indipendenza. Il Reddito di libertà regionale consiste nell'erogazione di una cifra mensile a favore delle donne la cui condizione di violenza sia stata certificata da Centri antiviolenza, da Case rifugio e di accoglienza in raccordo col Comune di residenza o col Comune di nuovo domicilio in caso di allontanamento volontario. A questo intervento si sommano altre iniziative: dall'esenzione per un anno dal pagamento delle imposte regionali per le imprese individuali la cui titolare sia una donna vittima di violenza, a protocolli con le aziende per specifici incentivi all'assunzione, passando per progetti nelle scuole e intese con gli ordini degli avvocati per predisporre un elenco di esperti in materia.
La violenza si può declinare in tantissime modalità, alcune delle quali più subdole di quella fisica ma non per questo meno dolorose. Una delle più pericolose è rappresentata dalla cosiddetta “violenza economica”, con donne che non possono lasciare contesti di sopruso per cause finanziarie, placcate dal ricatto dei propri persecutori. La dotazione finanziaria iniziale è stata individuata, in via sperimentale, in 100mila euro, che raddoppia lo stanziamento previsto a livello nazionale. (c.s.)