Stipendi e tfr mai pagati pignoramenti a 34 Comuni

26 Ottobre 2016

I 59 dipendenti dell’azienda dei servizi sociali non riescono ad avere i loro soldi Parte la caccia agli enti debitori per recuperare quasi un milione di euro

PESCARA. Hanno preso solo due stipendi in 9 mesi di lavoro. I 59 dipendenti ex Maiella e Morrone, l’azienda speciale della Val Pescara messa in liquidazione per i troppi debiti, aspettano 6 stipendi non pagati, la quattordicesima e il trattamento di fine rapporto e, stavolta, hanno paura che i loro soldi finiscano in fumo. Per le famiglie che, da oltre un anno, fanno i conti con una crisi senza fine (e per ora senza neanche colpevoli), c’è il rischio di un’altra beffa: quella di aver lavorato e di non percepire niente. Dopo i decreti ingiuntivi, l’ultima speranza è racchiusa nei pignoramenti che, in questi giorni, stanno arrivando alle segreterie di 34 Comuni e della Regione Abruzzo, enti considerati debitori della Comunità montana Montagne Pescaresi (ex Maiella e Morrone) che è titolare dell’azienda speciale.

Dal 1° luglio scorso, la Maiella e Morrone, ente dei servizi sociali in 16 comuni della Val Pescara che ha accumulato debiti per oltre tre milioni di euro non pagando tasse, contributi e fornitori, è stata posta in liquidazione: di fronte ai conti in rosso, il commissario Danilo Di Costanzo non ha avuto altra scelta. Al posto della Maiella e Morrone, è arrivata una cooperativa, la Samidad di Lanciano: se i dipendenti hanno percepito due stipendi nel 2016, è solo grazie alla Samidad che ha pagato le mensilità di luglio e agosto. Nell’anno in corso, la Maiella e Morrone non ha pagato neanche uno stipendio del 2016: sembra incredibile ma è quello che è successo in un ente pubblico, sovvenzionato da Comuni e Regione. Il peso della crisi è stato scaricato sulle spalle dei dipendenti, l’ultima ruota del carro.

La Samidad gestirà i servizi sociali fino al prossimo 31 dicembre: entro quella data, l’Unione dei Comuni, formata dai 16 paesi già forniti più Corvara, Pietranico, Bussi, Pescosansonesco, Castiglione a Casauria e i rientranti Scafa e Tocco, dovrebbe fare un bando per l’affidamento dei servizi sociali.

Ma quello che spaventa i lavoratori è il passato: tra stipendi non pagati e tfr, i dipendenti aspettano cifre comprese tra i 10 mila e i 20 mila euro. Di fronte alle promesse della politica non mantenute, i lavoratori sono stati costretti a rivolgersi al tribunale di Pescara che ha concesso loro i decreti ingiuntivi. Ma la Maiella e Morrone, senza impugnare i decreti, non ha mai pagato. Adesso, quei decreti ingiuntivi sono diventati pignoramenti: in questi giorni stanno arrivando a 34 Comuni e alla Regione. Il prossimo 20 dicembre ci sarà l’udienza in tribunale: i dipendenti hanno citato la Maiella e Morrone e, in quella sede, le istituzioni pignorate dovranno dire se sono davvero debitrici verso la società e di quanto. Se sì, i lavoratori otterranno il blocco delle somme. Ma non sarà semplice visto che, per soddisfare le richieste di tutti, servirebbe una cifra tra 600 mila e 1,2 milioni di euro.

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