Stop a Facebook sul lavoro I Comuni copiano Spoltore

19 Dicembre 2015

La disposizione che vieta di navigare ripresa anche da altre amministrazioni Ma la Cisl insorge: è pericoloso generalizzare, coinvolti pochi lavoratori

SPOLTORE. Non è piaciuta alla Cisl funzione pubblica Abruzzo-Molise la circolare diramata al Comune di Spoltore che vieta ai dipendenti dell’ente di navigare su internet, in particolare di accedere a Facebook e altre applicazioni social da smartphone e tablet privati durante l’orario di lavoro, negli uffici del settore primo “Servizi alla persona”. Dopo essere rimbalzata a livello nazionale di condivisione in condivisione proprio sui social, la disposizione firmata dal dirigente Sabrina Di Pietro, inviata agli impiegati del suo settore via email, è invece piaciuta ai responsabili di istituzioni pubbliche di altre regioni, da nord a sud, che ne hanno chiesto copia per “condividerla” anche con i loro dipendenti affetti da “facebookite” e “whatsappite”, ulteriore dimostrazione di quanto la smania di connessione sia diffusa anche negli uffici e nei luoghi di lavoro in genere, pubblici e privati, tra i dipendenti in servizio.

Il sindacato, invece, non ci sta e parla di «attacco contro i dipendenti pubblici».

Secondo la Cisl Fp, ci sarebbero solo casi isolati di assenteismo virtuale.

«Ma quale facebookite, quale smania di chattare durante l'orario di servizio», afferma Vincenzo Mennucci, segretario Cisl Fp Abruzzo-Molise.

«La nota», va avanti il sindacalista», è stata inviata ai circa 15 dipendenti del settore primo mentre ai restanti 55 non è stato trasmesso niente. Siamo di fronte all’ennesimo sconcertante attacco nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori del pubblico impiego. La inutile e sempre più ricorrente generalizzazione di ipotetici casi isolati, riguardanti pochi lavoratori, non fa altro che generare infruttuose e spiacevoli situazioni che danneggiano l’operato dei tanti che con professionalità e abnegazione portano avanti, con non poche difficoltà, i servizi fondamentali per la collettività. Se presso l’ente si annidano casi isolati di assenteismo virtuale, invitiamo a denunciare tali situazioni con specifici provvedimenti disciplinari. Anche la Cisl, con i suoi dirigenti e i suoi iscritti, deve essere pronta a denunciare ogni comportamento illegittimo e mancato controllo».

Conclude Mennucci: «Continueremo ad essere in prima fila contro corruzione e assenteismo, mali che frenano il potenziale delle amministrazioni e che danneggiano il lavoro svolto con impegno e professionalità, dalle tante lavoratrici e dai lavoratori dei servizi pubblici».

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