«Stop ai drink a un euro così sono finite le risse»

28 Settembre 2016

PESCARA. Un tempo era il cuore sfrenato della movida del fine settimana. Forte delle decine di locali che, in fila uno dietro l’altro, mettevano musica fino a tardi e dei bar che vendevano i...

PESCARA. Un tempo era il cuore sfrenato della movida del fine settimana. Forte delle decine di locali che, in fila uno dietro l’altro, mettevano musica fino a tardi e dei bar che vendevano i cicchetti a prezzi stracciati, Pescara Vecchia era un fiume in piena di giovani da tutta la provincia che si accalcavano fino a notte fonda tra le viuzze su cui si affaccia il giardino della casa di d’Annunzio o dove spunta il busto austero di Flaiano. Oggi quella zona ha cambiato drasticamente profilo e vocazione: corso Manthoné e via delle Caserme sono diventate l’approdo naturale di un pubblico adulto, alla ricerca di un divertimento più sobrio che ruota intorno alla ristorazione di qualità e a una manciata di eventi cadenzati in alcuni periodi dell’anno. Sembra persino superfluo quel presidio interforze, incaricato di garantire la sicurezza dell’area, il cui spostamento nel nuovo cuore della movida di piazza Muzii è stato ufficializzato ieri dal sindaco Marco Alessandrini. «Questa è la dimostrazione plastica della parabola evolutiva degli ultimi anni: è quasi un ritorno alle origini», sottolinea il presidente del Consorzio Pescara Vecchia Cristian Summa, proprietario del caratteristico ristorante “La bottega del 40”.

Come giudica lo spostamento del presidio interforze dal centro storico in piazza Muzii?

«Sindaco e questore hanno fatto una giusta valutazione, in questo momento la zona calda è un’altra. I giovani si sono spostati in massa in centro, tra gli 8 e i 10 locali che offrono questo tipo di divertimento si sono spostati da Pescara Vecchia all’area di piazza Muzii. Ma fa parte dei cicli economici e della naturale evoluzione della città. Qui già dallo scorso anno il presidio interforze nel piazzale del benzinaio di piazza Unione non c’era più in maniera stabile. Abbiamo altre necessità ed è corretto prevedere un servizio di vigilanza ordinario».

Com’è cambiata Pescara Vecchia?

«C’è stata un’evoluzione qualitativa legata al tipo di target e alle attività che insistono nella zona. Sono andati via i bar con la musica a tutto volume e sono rimasti i ristoranti tipici e i locali storici come il Samboa o il Blue Moon, che però hanno un’utenza dall’età più alta. Adesso la massa di persone non c’è più, ma c’è la qualità. È un ritorno alla sua vocazione originaria».

Pensa che il cambiamento sia positivo?

«Andare a Pescara Vecchia non è più una moda, ma la scelta di un brand. Dobbiamo esserne contenti».

I problemi di ordine pubblico nell’area di piazza Muzii si possono risolvere?

«Pescara è una città che deve crescere, non ci si può continuamente lamentare. Le risse sono normali quando c’è un assembramento di persone come si verificava una volta nel centro storico e oggi a piazza Muzii. Fa parte della casistica, quindi le risse si devono accettare e saper contenere. Basta che non si sfoci nel degrado, ma non è questo il caso. La nostra è una città molto bella che ha una capacità ricettiva segnata da un +8% di bar e ristoranti rispetto alla media nazionale. Ma per fare in modo che sopravvivano ci deve essere gente che li usa».

Voi come avete fatto a fronteggiare l’emergenza sicurezza?

«Gli imprenditori si sono dati una strategia precisa concordata con prefetto e questore. Abbiamo adottato un decalogo che prevedeva controlli serrati da parte della vigilanza privata, listini con prezzi alti per calmierare le vendite di alcolici ai ragazzi, rigidità negli orari della musica e divieto di portare le bevande in vetro fuori dai locali. I residenti vanno tutelati, ma nel limite del possibile perché un compromesso va trovato: nel centro storico ad esempio la musica non c’è tutte le sere ma solo in estate o in corrispondenza di eventi particolari come l’Oktoberfest che festeggeremo da domani a lunedì in piazza Garibaldi».

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