Stop al museo con parco e hotel: l’area ex Fea resta in abbandono

Lavori ancora bloccati per trasformare il vecchio immobile una volta adibito a stazione ferroviaria Realizzata la bonifica solo di una parte del terreno, la società attende da mesi soldi e autorizzazioni
PESCARA. L’ex Fea continua a rimanere in stato di abbandono. Il polo museale di arte moderna che doveva essere realizzato entro quest’anno, resta un sogno sulla carta. Lo storico immobile del lungomare Matteotti, adibito a stazione negli anni Trenta, è ancora come è stato lasciato dopo la dismissione della ferrovia avvenuta nel 1963.
Di tutti i lavori che erano stati preventivati, finora è stata realizzata solo la bonifica di una parte del terreno. L’impresa che ha presentato il progetto, la Società italiana immobiliare (Sii), starebbe ancora aspettando soldi e autorizzazioni per continuare l’opera di bonifica. Nel frattempo, i costi sono lievitati e la società, per cercare di rientrare nelle spese, ha presentato una modifica al progetto che prevede anche la realizzazione di un piccolo hotel per ospitare artisti e visitatori dei musei.
È tutto fermo L’ultima volta in cui si è parlato del progetto del polo museale è stato il 21 febbraio scorso, quando la commissione Turismo del Comune si è occupata della questione. Da allora, nulla è cambiato e la bonifica non è andata più avanti.
La società avrebbe presentato le richieste all’Arta per ottenere il piano di caratterizzazione per continuare i lavori. Piano poi elaborato dalla stessa società. Alcune lettere sarebbero state inviate anche alla Regione, ma questa non avrebbe ancora risposto. Le condizioni del terreno da bonificare, del resto, sono molto peggiori di quanto si era immaginato inizialmente. Finora l’impresa avrebbe speso oltre 400mila euro, ma ora servono altri soldi per bonificare la falda e questo denaro dovrebbe provenire dalla Regione proprietaria dell’immobile. Per questo la società ha richiesto all’amministrazione regionale il rimborso delle spese per la bonifica non dovuta, ma dall’ente non sono arrivati segnali. Nel terreno sono state trovate 4 cisterne piene di oli e idrocarburi e nella falda il cloruro di ammonio. Da qui, la situazione di stallo che va avanti da mesi. Era stata avanzata la proposta di realizzare delle fito-barriere, ma dall’Arta non è più arrivato il via libera.
musei e hotel Il progetto, da oltre 5 milioni di euro, presentato all’inizio del 2021, prevede la trasformazione completa di quell’area degradata, rimasta chiusa per anni e utilizzata, fino a gennaio 2021, come parcheggio. L’obiettivo è quello di realizzare un polo culturale, che non prevede l’abbattimento degli edifici esistenti (ex stazione passeggeri e casetta officina), ma il recupero degli stessi al nuovo utilizzo. Gli immobili, oggi fatiscenti, una volta risanati e ristrutturati, ospiteranno sul lato fronte-mare un incubatore per associazioni e progetti culturali. La parte retrostante, invece, sarà destinata a distretto museale per esposizioni ed eventi. Più precisamente verrà costruito un nuovo fabbricato con destinazione di museo d’arte contemporanea. Lo spazio centrale sarà lasciato libero e strutturato come giardino per l’esposizione di opere d’arte. A causa del lievitare dei costi, la società ha presentato recentemente una modifica al progetto per rientrare nelle spese che prevede anche la realizzazione di un piccolo hotel con 40-50 stanze destinato ad accogliere artisti e visitatori.
la storia Proprietaria dell’area resta la Regione che ha affidato in concessione, a titolo oneroso, l’immobile alla società. La superficie totale dell’area è di 4.326 metri quadrati. La stazione venne realizzata tra la fine degli anni Venti e l’inizio anni Trenta per la linea ferroviaria elettrica che dalla nascente città di Pescara si inoltrava, passando per Montesilvano, verso Loreto Aprutino fino alla cittadina di Penne, con una serie di piccole stazioni utilizzate dai pendolari.

