Stop all’accordo con Arca l’area resta abbandonata

4 Giugno 2016

Spoltore, la società rifiuta l’accordo con il Comune per campo, parco e parcheggi Febo denuncia: «Mai pagati 1.7 milioni di euro di Imu, un danno per l’intera città»

SPOLTORE. Stop all’accordo tra il Comune di Spoltore e la società Adriatica (ex Arca) per la costruzione di un campo sportivo, un parco e parcheggi nella zona di Villa Raspa al di sotto del centro commerciale. In Comune è arrivata una lettera della società che parla di «sopraggiunte situazioni di grave criticità» tra l’amministrazione e l’Adriatica. Il risultato è che i lavori per la zona non partiranno: l’area intorno a Fosso Grande resterà nell’abbandono. Lo stop alla transizione è al centro di un’interrogazione presentata dalla consigliera di opposizione Marina Febo. Che solleva anche il caso di 1,7 milioni di Imu mai pagata dalla società.

Il primo accordo tra il Comune e l’allora Arca risale al 2001. Sono passati 15 anni e le opere non sono state ancora fatte. Cinque mesi fa la maggioranza del sindaco Pd Luciano Di Lorito ha approvato un atto di transazione, prima in consiglio e poi in giunta: in base all’accordo entro il 2020, le opere dovrebbero essere realizzate. Ma il passaggio successivo, quella della ratifica del patto da parte della società non è avvenuto: «Poiché ad oggi la società non ha ancora firmato la transazione, durante l’ultimo consiglio comunale del 19 maggio scorso, ho chiesto il perché a Di Lorito che mi ha risposto: “Io non ho elementi, se il consigliere Febo ne ha, che l’Adriatica non firmi la convenzione”. È stata una bugia perché si è scoperto dalle carte che, già da un mese prima, la società aveva comunicato per iscritto direttamente al sindaco la volontà di sospendere la firma della transazione a causa di non meglio specificate e “sopraggiunte situazioni di grave criticità nei rapporti con codesto Comune”». Febo accusa l’amministrazione: «In 4 anni di governo, Di Lorito non ha compiuto alcun atto per pretendere la realizzazione delle opere pubbliche (campo di calcio e parco), non ha attivato la poliza fideiussoria, non ha chiuso il procedimento amministrativo per la realizzazione del campo mentre la società ha continuato a costruire palazzine private dopo aver già urbanizzato, in maniera importante, l’intera area. Si tratta di un comportamento ingiustificabile che certamente aggrava il danno alla collettività già prodotto negli anni passati». E poi spunta l’Imu: «La società Arca/Adriatica», dice Febo, «non paga l’Imu/Ici dal 2010 e il Comune gli ha fatto l’accertamento per le annualità 2010-2013 solo a novembre scorso, ovvero prima che il credito si prescrivesse. Si tratta di una somma pari a 1,7 milioni sottratta alle casse comunali per le tante esigenze dei cittadini e del territorio. Sarebbe interessante sapere», dice Febo, «se la stessa dilazione di tempo è concessa anche a un semplice cittadino che fa fatica a pagare le tasse perché, ad esempio, ha perso il posto di lavoro. Infine, va ricordato anche che Di Lorito ha inspiegabilmente ignorato la proposta del presidente del Pescara Daniele Sebastiani che, a novembre scorso, aveva dichiarato pubblicamente la disponibilità della società a realizzare gli impianti in quella medesima area. Bugie, ritardi ingiustificati e perdita di chance: un grave danno per l’ente. Inoltre, in questi anni sembra essersi consumato un comportamento molto permissivo e tollerante verso l’Arca. Chiedo al sindaco di dire la verità e di chiarire tutti questi aspetti, in particolare quali sono le “sopraggiunte situazioni di grave criticità” che, a detta della società, hanno portato alla sospensione della transazione».

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