«Stop alla legge-mancia, ecco perché»

24 Luglio 2024

Il consigliere regionale D’Amico torna a chiedere l’abrogazione per investire le risorse su sanità, trasporti ed economia

PESCARA. «Spiace non riuscire a farmi capire dai colleghi consiglieri di maggioranza, spero di esser chiaro almeno con gli abruzzesi. L’intervento del presidente Sospiri lascia irrisolte le due gravi questioni che inficiano la legge-mancia». Ad affermarlo è il capogruppo di opposizione Luciano D’Amico, che nei giorni scorsi ha chiesto di «abrogare la legge-mancia. Ovvero 22.322.000 euro distribuiti a pioggia dalla maggioranza per fini elettorali». Secono D’Amico ci sono almeno tre questioni da affrontare. «La prima riguarda la sanità», spiega, «non si può accettare che i malati oncologici siano costretti a percorsi di cura poco agevoli e più in generale è inammissibile che gli abruzzesi siano limitati nelle cure da lunghe liste d’attesa con un sistema sanitario regionale che solo nel 2023 ha prodotto un disavanzo di 128 milioni». Altro punto riguarda i trasporti. «Sono aumentati i prezzi dei biglietti del trasporto pubblico del 20%; dati alla mano e facendo una politica contro gli sprechi, il trasporto pubblico locale può essere gratuito per gli abruzzesi o comunque gli abruzzesi potrebbero usufruire di tutto il trasporto regionale con un abbonamento annuale dal costo contenuto e in base al reddito», riprende il leader del Patto per l’Abruzzo. Che agginge: «C’è quindi l’economia. Gli agricoltori, ad esempio, sono in attesa dei ristori per i danni causati dalla peronospora. La Regione ha impegnato 22,3 milioni di euro per il finanziamento di circa 2.300 realtà fra cui presumibilmente: 20 circoli tennis, 13 scuole di danza, 59 squadre sportive, 14 motoclub, 25 squadre di pallavolo e tante altre associazioni. La motivazione del finanziamento è il sostegno dell’attività riservate ai soli soci, in molti casi paganti, a chiara finalità privata. È la Costituzione italiana, con il principio della sussidiarietà orizzontale, che ci invita a finanziare associazioni ed enti, ma precisa l’articolo 118, per lo svolgimento di attività di interesse generale. Seconda questione: se, superate le valutazioni di cui al punto precedente, fosse ritenuto opportuno elargire contribuzione per finalità di interesse generale, sarebbe necessario garantire un processo di selezione caratterizzato da trasparenza e imparzialità. È chiara la necessità di offrire sostegno al tessuto sociale regionale – sempre dopo aver garantito le funzioni di cui la Regione è titolare – ma si censura e si richiede con forza di abrogare la legge-mancia per una questione di metodo, dovendo garantire nell’utilizzo di risorse pubbliche trasparenza e imparzialità. Da ultimo, il sostegno ai Comuni. Ben 66 Comuni su 305 della regione non sono stati interessati da concessione di finanziamenti né direttamente, né indirettamente attraverso enti e associazioni presenti sul proprio territorio».