Stop alla musica, ora è scontro I gestori: paghi solo chi sbaglia

12 Marzo 2023

Troppi rumori a Pescara vecchia, le associazioni contro l’ordinanza comunale che blocca tutta la zona Confartigianato, Confesercenti e Cna: «Chi è in regola deve lavorare, i tavoli all’aperto non si toccano»

PESCARA. «Chi sbaglia deve pagare, ma gli altri devono poter lavorare in pace». È chiara la posizione delle associazioni di categoria, Confartigianato, Cna e Confesercenti, che sono scese in campo a difesa dei gestori dei locali di Pescara vecchia, soprattutto di quelli che rispettano le regole.
L’ORDINANZA Il sindaco Carlo Masci nelle scorse ore ha annunciato l’arrivo di una stretta per la movida di Pescara vecchia. A breve potrebbe essere emessa un’ordinanza per stoppare la musica entro la mezzanotte, per togliere tutti i tavolini dalla strada e per vietare la somministrazione di bevande alcoliche all’aperto. Il provvedimento sarebbe un atto praticamente obbligato per l’amministrazione in quanto legato ai controlli delle forze dell’ordine e alle misurazioni dell’Arta effettuati dopo una serie di esposti dei residenti. Dai rilevamenti dell’agenzia per l’ambiente sarebbero emersi 39 sforamenti dei limiti su 40 campionamenti. Da qui la necessità per il sindaco di trovare una soluzione per porre un freno.
LE ASSOCIAZIONI La situazione che si è venuta a creare nella zona di corso Manthoné e via delle Caserme sembra molto simile a quello che è accaduto nell’altro polmone della movida cittadina, e cioè il distretto di piazza Muzii. «Con ordinanze temporanee ed estemporanee, lo abbiamo già visto in passato, non si andrà da nessuna parte. Dopo aver ridimensionato le attività in piazza Muzii, ora si corre il rischio di portare in sofferenza anche quelle di Pescara vecchia. E chissà cosa potrebbe succedere in estate sulla riviera», affermano i presidenti di Confartigianato, Giancarlo Di Blasio, Confesercenti, Marina Dolci e per la Cna, Cristian Odoardi. «Le misurazioni dell’Arta hanno rilevato uno sforamento dei livelli, ma si tratta di rilievi effettuati nella fase clou del periodo invernale. La maggior parte dei locali della zona ha fatto investimenti importanti per quanto riguarda l'insonorizzazione, proprio per poter lavorare secondo le regole e non essere fonte di disturbo per i pochi residenti. Ora anche quegli investimenti non sono più sufficienti». Secondo le organizzazioni però non va fatta di tutta un’erba un fascio e quindi «sì ai controlli e alle sanzioni per chi non è in linea con la normativa, ma gli altri devono poter lavorare in pace. E questo deve valere anche per quelle attività che non rispettano le regole sulla vendita di alcolici ai minori. Non possiamo gettare via quanto di buono costruito per minimi casi di illegalità», dicono.
I TAVOLINI L’ordinanza annunciata dal sindaco Masci potrebbe riguardare anche la possibilità di posizionare tavolini all’aperto. Una stretta in questo senso, secondo Odoardi, Di Blasio e Dolci, rappresenterebbe «ora che si avvicina la primavera, un rilevante danno. Pescara ha una sua immagine legata alla qualità della proposta nel divertimento, saldamente ancorata all’ampia offerta nel settore food. Comprimere in maniera così forte le opportunità di base significa annientare un intero settore economico. Significa spostare anche quel movimento di persone che, in particolari periodi dell'anno scelgono Pescara e zone limitrofe per le loro vacanze, verso altre destinazioni».
L’APPELLO L’invito rivolto all’amministrazione è a far «rispettare le regole che ci sono, concordando insieme un percorso e soprattutto un progetto che abbia un concreto traguardo futuro. Interventi mirati ed equilibrati fanno sì che si salvaguardi il divertimento sano di cui ha bisogno la città».