Strada parallela a via del Circuito Bocciato il progetto: è da rifare

La Soprintendenza alle belle arti annuncia il parere negativo: «L’intervento deturperà il paesaggio» Critiche anche dall’associazione Fiab: «Mancano le piste per le bici, siamo pronti a dare suggerimenti»
PESCARA. Torna improvvisamente in alto mare la realizzazione della nuova bretella tra via Pian delle Mele e il porto per liberare via del Circuito dal traffico. Mercoledì scorso, la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio d’Abruzzo ha inviato una lettera al Comune in cui preannuncia il diniego alla richiesta di autorizzazione necessaria per l’avvio dei lavori. Una pessima notizia per l’amministrazione comunale che sperava, dopo aver ottenuto recentemente il parere favorevole del Genio civile, di far partire l’intervento entro i primi mesi dell’anno prossimo. Invece, ora i tempi rischiano di allungarsi, perché l’organo del ministero dei Beni culturali ha criticato il progetto da 500mila euro, elaborato dalla precedente giunta e lasciato in eredità all’attuale, e chiede in sostanza delle correzioni. Comunque, si danno dieci giorni di tempo agli uffici dell’ente per presentare osservazioni scritte, eventualmente corredate da documenti integrativi, per interrompere i termini per la conclusione del procedimento.
Ma ecco cosa dice il documento firmato dal direttore della Soprintendenza per le province di Chieti e Pescara Rosaria Mencarelli e dal funzionario competente Aldo Giorgio Pezzi. «Dall’istruttoria dell’amministrazione comunale», si legge in sintesi, «risulta che l’intervento ricade in area di tutela paesaggistica. Il progetto prevede interventi di elevata incidenza paesaggistica che comportano la sottrazione di aree agricole ubicate in prossimità del fiume, ancora inalterate e meritevoli di essere preservate». «L’obiettivo perseguito», prosegue la Soprintendenza, «sembra essere la risoluzione del solo aspetto funzionale tralasciando del tutto la tutela del paesaggio. La realizzazione di un anello viario, sebbene contenga al suo interno l’attuale area agricola, disattende la continuità paesaggistica dell’ambito del lungofiume. Poi, si rileva con rammarico come un progetto di tale portate, di grande rilevanza per i riflessi sul paesaggio urbano e fluviale, non sia stato condiviso con questo ufficio nella fase preliminare. Una possibile soluzione potrebbe essere la realizzazione di piccole rotatorie funzionali in prossimità degli incroci, considerando solo le aree nelle immediate vicinanze alla loro ubicazione».
«Quindi», conclude, «il progetto deve essere rivisto nelle sue parti costitutive, condividendolo con questo ufficio in prima battuta, impostato con le indicazioni evidenziate». Per questo, «si comunica che ricorrono le condizioni per emettere un parere negativo».
Intanto, dopo l’esposto presentato da alcuni cittadini, ora anche l’associazione Fiab Pescarabici critica il progetto. In una lettera indirizzata al sindaco Carlo Masci, all’assessore ai lavori pubblici Luigi Albore Mascia e ai gruppi consiliari, l’associazione contesta la mancanza di piste ciclabili nel piano. «Nulla abbiamo letto riguardo agli spazi dedicati al traffico ciclistico», ha scritto la Fiab, «eppure di biciclette che vanno e vengono da Villa Raspa ne passano tante. Ci chiediamo se, una volta realizzate le opere per fluidificare il traffico, queste saranno rese comunque disponibili, magari con appositi accorgimenti, anche per consentire il passaggio in sicurezza dei ciclisti in ambedue le direzioni, oppure le due ruote saranno costrette a circolare con le auto? Ci piacerebbe discutere di questi scenari con l’amministrazione per avere chiarimenti e per dare eventuali utili suggerimenti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

