Strada parco, è scontro sui lavori: «Cento alberi a rischio di crollo»

12 Maggio 2022

Le associazioni e i comitati contestano gli interventi di rifacimento: danneggiate le radici L’assessore Santilli replica: nessun pericolo per le piante, gli allarmi sono ingiustificati e infondati

PESCARA. A rischio crollo quasi cento alberi della strada parco, tra palme, alberi del rosario e pini. La denuncia arriva dalle associazioni ambientaliste che tornano a bocciare i lavori di rifacimento della fascia lato mare del corridoio verde, tra Pescara a Montesilvano, dove scorreranno i nuovi mezzi di trasporto Tua. Dopo la denuncia del Comitato Strada Parco Bene Comune sulla «cementificazione» delle radici delle piante ingabbiate nei marciapiedi, anche il Conalpa, Coordinamento nazionale alberi e paesaggio Pescara-Chieti, guidato da Annalisa Petrucciani, lancia l’allarme: «Le radici soffocate dalle colate di cemento non attingono al nutrimento del terreno e di conseguenza si ammalano o muoiono. In entrambi i casi il rischio crollo è altissimo, anche se non sappiamo quando». A confermare questa tesi c’è anche una perizia stilata da Caterina Artese, laureata in Scienze forestali e vice presidente di Italia Nostra, sezione Lucia Gorgoni di Pescara, che in una relazione inviata all’ufficio tecnico comunale Lavori pubblici, scrive: «Le operazioni di cementificazione fino al colletto degli alberi, anche sotto la base del tronco, non contribuiscono alla stabilità delle piante e minano la loro capacità di resistenza». Alle posizioni catastrofiste degli ambientalisti replica l’assessore al Verde, Gianni Santilli: «Non c’è nessun rischio per gli alberi sulla strada parco. Gli allarmi sono ingiustificati e infondati».
Sulla scorta degli allarmi di Conalpa e Artese, il vice presidente del Comitato Strada Parco Bene Comune, Maurizio Biondi, chiede all’azienda di trasporti che ha titolarità sulla fascia lato mare del tracciato, «la verifica dei lavori fatti, da parte della polizia municipale, così come richiesto anche dall’opposizione. E, se gli interventi risultassero irregolari, l’immediata sospensione dei lavori che stanno mettendo a rischio il patrimonio arboreo di viale Castellamare e la sicurezza dei cittadini, oltre al fatto che i crolli potrebbero verificarsi anche sulla rete elettrificata della strada parco. Inoltre, gli operai stanno lavorando nel cantiere senza il supporto specialistico degli agronomi, come previsto dal nulla osta del Comune, e le prescrizioni comunali sul taglio manuale delle radici e non con le ruspe come stanno facendo, sono regolarmente disattese».
Le prescrizioni del Comune, elaborate il 15 febbraio scorso ovvero un mese prima dell’avvio del cantiere, e firmate dal dirigente del settore Mobilità, Verde e Lavori pubblici, Giuliano Rossi, prevedono che «gli strappi delle radici devono essere operati con attrezzi da taglio affilati e non con mezzi meccanici» e subito dopo «disinfettare la zona del taglio con sali quaternari di ammonio». Le associazioni lamentano che «al posto dei sali è arrivato il cemento» e ricordano che il parere del Comune prevede «il posizionamento, che non c’è, delle lastre di ghisa forata a mo’ di pavimentazione e a protezione degli apparati radicali».
Un’altra attivista del Comitato, Antonella De Cecco, rilancia: «Gli alberi sul tratto tra via Ruggero Settimo e Le Naiadi, soprattutto quelli nella zona di mezzeria, sono fortemente compromessi con i lavori in corso». E fornisce i numeri del patrimonio arboreo sull’ex tracciato ferroviario: «Sono 270 le piante sulla strada parco, tra cui 58 pini. Quelle maggiormente interessate dai lavori, attualmente, sono 78 alberi del rosario e palme».
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