Strada parco, restano le barriere Ferrante: «Filovia inaccessibile»

2 Settembre 2022

I lavori continuano e saranno finiti a ottobre, ma rimangono gradini alle fermate e scivoli troppo ripidi Carrozzine Determinate: «Disabili, anziani e mamme con il passeggino non potranno usare il mezzo»

MONTESILVANO. I lavori per la filovia sulla strada parco proseguono, ma le barriere architettoniche restano. In vista dell’imminente attivazione del servizio di trasporto pubblico su viale della Liberazione, il cantiere procede anche sul territorio di Montesilvano dove gli operai sono attualmente in azione nel tratto compreso tra via Napoli e via L’Aquila. Come annunciato ieri dal direttore dei lavori Tino Taraborrelli, entro la fine di ottobre l’intero tracciato sarà pronto per accogliere il passaggio dei mezzi, non appena disponibili. Ma che fine hanno fatto le barriere architettoniche più volte messe in luce dall’associazione Carrozzine Determinate? A tracciare un punto della situazione è il presidente Claudio Ferrante che, interpellato dal Centro, spiega: «Grazie alla nostra battaglia siamo riusciti a far approvare una variante tecnica di abbattimento di alcune barriere esistenti, per rendere il tracciato più accessibile possibile. Ma bisogna fare molta attenzione a usare toni trionfalistici e a Montesilvano, rispetto a Pescara, la situazione è ancora più drammatica». Ferrante ricorda che alcuni marciapiedi saranno allargati ma molti altri saranno inaccessibili per mancanza di spazio, così come molte strade di accesso alla strada parco non potranno essere percorse per via delle pendenze eccessive mai sanate, come via Lavino, via Basento, via Arno, via Napoli o via Genova. «Senza parlare della situazione drammatica esistente nel tratto di viale Europa dove i marciapiedi sono totalmente inesistenti. Di fatto la città è tagliata in due», continua Ferrante che mette in luce un’altra criticità: «L’aspetto più drammatico riguarda le banchine di fermata che, da un’altezza di 30 centimetri, che andava benissimo, sono già state o saranno abbassate a 15 centimetri (solo alcune a 20). Abbassarle è stato un gravissimo errore perché ora la pendenza per salire sul filobus è aumentata. Non essendoci accorgimenti elettronici di accostamento a raso sulla banchina di fermata, infatti, le persone dovranno scendere dal gradino di 15 centimetri per poi risalire sul mezzo che è alto 34 centimetri e che, grazie agli ammortizzatori, scende a quota 28 centimetri. Questo comporterà che nessuna carrozzina potrà autonomamente salire e scendere dal filobus. Inoltre, particolare non di poco conto, gli autisti non potranno, da contratto, aiutare a spingere la carrozzina in salita o discesa».
Ferrante lancia ancora una volta l’allarme: «Il filobus sarà interdetto a moltissime categorie di persone come anziani, mamme con il passeggino, bambini e tantissime persone con disabilità. Solo gli atleti potranno salirci. Continueremo a collaborare e tra qualche giorno ci sarà un ulteriore sopralluogo con i tecnici», anticipa. «Pur avendo ottenuto un grandissimo risultato, non possiamo assolutamente essere soddisfatti. Ogni opera pubblica non deve avere nemmeno una barriera architettonica esistente, figuriamoci questo appalto da 25 milioni di euro. La legge va rispettata».