Strade, palazzi e musei In 9 anni rilanciò la città

Dalla realizzazione della strada parco all’acquisto delle aree di risulta dalle Fs Sotto la guida di Pace, Pescara ebbe uno sviluppo urbanistico mai visto prima
PESCARA. È stato definito il sindaco della rinascita, perché in quegli anni Pescara conobbe uno sviluppo mai visto prima di allora. Nei nove anni in cui Carlo Pace guidò per due consiliature il Comune, la città cambiò volto. Realizzò la strada parco per la futura filovia; avviò la costruzione del nuovo palazzo di giustizia; riuscì a far trasformare l’ex stazione, ormai fatiscente, nel centro di astrofisica conosciuto oggi in tutto il mondo. Ma l’operazione per cui è maggiormente ricordato è quella che consentì, tramite una lunga trattativa con le Ferrovie, di acquistare i 13 ettari delle aree di risulta.
La sua storia politica e amministrativa comincia nel 1994. Pescara in quell’anno non vive una situazione semplice. Ci sono ancora gli strascichi di Tangentopoli, la città è senza governo perché è appena caduta la giunta Collevecchio con una sentenza del Tar e deve tornare alle urne. Vista la situazione, il centrodestra decide di non candidare un politico affermato, ma un tecnico. La scelta cade su Carlo Pace, ingegnere e docente universitario pescarese, allora 58enne, considerato un professionista molto serio. Pace, appassionato di nautica, con lo slogan «Governare un Comune è come stare al timone di una barca» vince a gonfie vele le elezioni battendo, nel novembre di quell’anno, il candidato del centrosinistra Mario Collevecchio. Da quel momento, parte la sua avventura politica che lo porta ben presto a schierarsi con il neonato partito di Berlusconi, Forza Italia, cui è rimasto sempre fedele nel corso degli anni. Pace non perde tempo neanche come amministratore e dà subito il via ad un programma di grandi opere per la città. Con 9,6 miliardi di vecchie lire, dà il via alla sistemazione dell’ex tracciato ferroviario per la realizzazione della strada parco per il futuro passaggio della filovia, per la quale si attende ancora, dopo 23 anni, l’avvio del collegamento. È comunque un’opera mastodontica portata avanti con l’obiettivo di ricucire la città, divisa in due in passato dalla ferrovia. Ma quelli sono anche gli anni delle intese con i privati per la costruzione di intere zone della città. Pace, grazie alle conoscenze e alla dinamicità dell’assessore all’urbanistica Lucio Candeloro, sperimenta per primo gli accordi di programma, una sorta di contratti con cui il Comune concede il permesso di costruire alle imprese, in cambio della realizzazione di alcune opere pubbliche. Un esempio emblematico è l’accordo che l’amministrazione Pace sottoscrive con la società Portanuova 2000 del noto imprenditore Filippo Antonio De Cecco. In base a quell’intervento, che prevedeva la costruzione di abitazioni, negozi, uffici e strade, la zona della stazione di Porta Nuova si trasforma. Numerosi gli altri accordi di programma che vengono firmati durante la prima consiliatura di Pace. Si ricordano quelli con il consorzio Cocea, per la riqualificazione di Colle Breccia; con l’imprenditore Fabio Maresca, per la ristrutturazione di piazza IV Novembre; con Auchan, per la sistemazione della pineta; con il costruttore Edmondo, per i lavori nella zona dell’università. Anche in campo culturale nasce qualcosa. Viene ristrutturata l’ex sede universitaria di piazza Primo maggio e trasformata in un museo moderno, il Vittoria Colonna. Grazie alla generosità della famiglia Paparella, viene dato il via ad un museo di maioliche pregiate. Nel 1998, sull’onda del grande consenso popolare, Pace dopo aver vinto le resistenze iniziali di Nino Sospiri, allora leader di An, riceve il via libera per candidarsi di nuovo a sindaco per altri cinque anni. Pace si definisce «un moderato pienamente coinvolto nell’attività di sindaco con un unico obiettivo: amministrare con logiche diverse da quelle che hanno caratterizzato la politica del passato». Con questo nuovo slogan e con i manifesti che lo ritraggono al timone di un’imbarcazione, l’ingegnere prestato alla politica vince di nuovo le elezioni con il 51,3 per cento dei consensi, battendo Gianni Melilla, candidato del centrosinistra.
Pace, tornato ad insediarsi in Comune, riprende a pieno ritmo la sua attività amministrativa. Pescara conosce in questo periodo un secondo sviluppo economico. Partono i lavori per realizzare un nuovo palazzo di giustizia dalle proporzioni gigantesche. Grazie ad un accordo con il centro Icra, parte la ristrutturazione dell’ex stazione centrale che diventa il centro di astrofisica. Ma il risultato più importante Pace lo raggiunge nel 2001, quando il Comune riesce ad acquistare dalle Ferrovie,dopo una lunga trattativa, le aree di risulta. Poi, negli anni successivi, il declino. E nel 2003, Pace si candida al consiglio comunale, ma non riesce ad essere eletto.
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