«Strade rotte ed erbacce, qui il Giro non è passato»

19 Maggio 2022

Buche, crepe e aiuole incolte da Zanni a Porta Nuova: la rabbia dei residenti «Aspettiamo da mesi i lavori di manutenzione, ma nessuno interviene»

PESCARA. «Ci vorrebbe un altro Giro d’Italia nelle periferie così anche nelle altre zone della città sparirebbero le buche e le erbacce». Ci scherza su la signora Ida mentre percorre a piedi le vie intorno al tribunale per tornare a casa, nel quartiere della Bonifica: l’asfalto è sconnesso ma percorso ugualmente a gran velocità dagli automobilisti. Passata la festa nel centro cittadino col look rifatto per fare bella figura in mondovisione, negli altri quartieri – zona tribunale, Colli, Stadio, Pineta dannunziana – il Comune deve ancora lavorare sugli asfalti che mettono a dura prova gli ammortizzatori delle vetture, con i cittadini a rischio cadute. È il caso di Gaia, studentessa del liceo Galilei: «Tempo fa, girando in monopattino, ho preso una buca che non avevo visto, in zona San Silvestro, vicino a un supermercato. Sono caduta e mi sono rotta il gomito: ho portato il gesso per un mese. Chiedo al Comune pulizia e decoro delle aree, soprattutto quelle vicino le abitazioni e le scuole».
Le aiuole di mezzeria vicino agli istituti scolastici di via Scarfoglio scompaiono sotto la coltre di sterpaglie cresciute ad altezza d’uomo. Ciuffi di canne e rami secchi si arrampicano lungo le inferriate di cemento della Riserva dannunziana, costeggiando via Silone. Buche, avvallamenti e rigonfiamenti degli asfalti provocati dalle radici degli alberi su via Scarfoglio e via Luisa D’Annunzio, in zona Aurum, sono segnalati da Nino Di Lauro, residente sulla Bonifica: «Per non parlare di questa strada accidentata», prosegue, «che avrebbe bisogno di dossi per rallentare il traffico che scorre a velocità insostenibile. E anche le piste ciclabili andrebbero risistemate e messe in sicurezza, soprattutto quelle che girano intorno alle rotonde».
Risalendo verso il tribunale, le vetture schivano buche profonde lungo via Falcone e Borsellino e la gramigna invade le aiuole spartitraffico di via Tirino e via Antonio Lo Feudo. Davanti al palazzo di giustizia è un proliferare di canneti e immondizia che giace lungo i marciapiedi dai cordoli rotti. «Su via Tirino le strisce pedonali sono scomparse, quella zona è piena di case di attività commerciali», fa notare Maria Luisa Camignani, mentre fa benzina al distributore di via San Francesco D’Assisi, dove le erbacce ricoprono gli spartitraffici, «va bene che le strade del centro siano state riqualificate per il Giro, ma che si facciano presto i lavori anche qui». Più in là, Ida Giunchi, una residente che torna a casa con la spesa, sottolinea ironica: «Il prossimo Giro portiamolo nelle periferie così spariscono buche ed erbacce».
Non va meglio ai Colli, territorio escluso dall’evento sportivo. Laura e Patrizia, due amiche, raccontano i danni alle macchine provocati dalle «buche di via del Santuario mal ricoperte dopo i lavori alla fibra e le strade accidentate di via Monte Luco e intorno al Parco del Sole, vicino al cimitero».
Se le periferie piangono, non va meglio nel centro cittadino non toccato dal Giro, con i soliti rigonfiamenti degli asfalti in viale Sabucchi dove la pista ciclabile è ricoperta di escrementi, le betonelle sgarrupate e le aiuole deturpate dai rifiuti, lungo viale Kennedy. «Mia madre si è rotta un braccio lungo via Regina Margherita impraticabile e i clienti si lamentano perché costretti a camminare guardando a terra per schivare le buche», protesta Alessandra Fazzini, tabaccaia all’angolo con viale Muzii.