Strade rotte, in 800 aderiscono alla protesta

A Penne nasce un movimento contro buche e avvallamenti. È attivo con banchetti e sui social
PENNE. È nato un nuovo movimento di protesta a Penne, il “Movimento di lotta per aggiustare le strade”. Conta già oltre 700 adesioni sulla pagina Facebook e cento firmatari che hanno aderito alla protesta, sabato mattina, nel banchetto informativo organizzato dai portavoce del movimento. Banchetti che proseguiranno ogni sabato per tutto il mese di febbraio e serviranno per ascoltare le varie testimonianze dei cittadini e scoprire nuove strade disastrate.
«Secondo la ricognizione da noi effettuata, circa l’80% delle strade comunali, soprattutto quelle delle contrade, sono disastrate o quantomeno mal messe», spiega Gabriele Frisa, promotore dell’iniziativa di protesta, «la manutenzione è da troppo tempo ridotta al minimo se non a dir poco inesistente. Anche il centro storico non se la passa meglio e diverse vie, anche quelle più suggestive, fanno i conti con sanpietrini rotti. Se a tutto ciò ci si aggiunge che l’inverno è appena iniziato e che le diverse emergenze potrebbero ulteriormente aggravarsi, ecco che lo scenario per molti cittadini di Penne è davvero preoccupante. Invitiamo il governatore Luciano D’Alfonso e gli assessori competenti in materia della Regione, ad intervenire per finanziare in maniera concreta gli interventi per la sistemazione delle strade del capoluogo vestino. Penne ha un territorio tre volte più grande del Comune di Pescara e fino ad adesso ha ricevuto solo le briciole. Chiediamo al sindaco Rocco D’Alfonso di sbattere i pugni sul tavolo nelle sedi opportune per difendere le esigenze dei propri cittadini. Noi comunque continueremo a monitorare tutte le situazioni e chiediamo ai cittadini di darci una mano aderendo ed informando il nostro movimento di protesta».
In generale occorre dire che, oltre a una manutenzione approssimativa da anni, le strade pennesi pagano un grave dissesto idrogeologico che è andato aggravandosi dopo le precipitazioni dello scorso marzo. In questi mesi nulla o quasi, tranne alcuni rattoppi alla meno peggio, è stato fatto per rimediare alla situazione di dissesto. In almeno sei contrade, ancora oggi, si contano movimenti franosi e smottamenti e per i residenti è davvero complicato compiere anche i più banali spostamenti. Sono tante le attività agricole che hanno avuto problemi con i fornitori e alcune persone, addirittura, sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni perché a ridosso di pericolosi movimenti franosi. Le situazioni piu gravi si trovano in contrada Mallo, Toballesco, Villadegna, Santa Maria Mirabello, Pagliari e Colletrotta.
Francesco Bellante
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