Strage in famiglia, s’indaga su permessi e certificati per il rilascio delle 13 armi

3 Aprile 2023

L’ex primario aveva un arsenale in casa, ma finora non emergono irregolarità Oggi l’autopsia sulle 4 vittime. E in serata a Tempera una veglia di preghiera 

L’AQUILA. Si sta indagando sul porto d’armi e le certificazioni che hanno consentito al medico aquilano Carlo Vicentini, 70 anni, l’ex primario di Urologia che ha sterminato la propria famiglia prima di uccidersi, di possedere tredici armi, tra cui undici fucili e due pistole, una delle quali utilizzata per compiere la strage. Al momento, da quanto si apprende da fonti investigative, non sono emerse irregolarità (Vicentini era un appassionato cacciatore). Sempre secondo gli inquirenti, col passare delle ore avanza sempre di più l’ipotesi che l’ex primario dell’ospedale di Teramo avesse premeditato il suo folle piano da settimane.
CHE COS’è ACCADUTO
La scoperta della strage è avvenuta venerdì nel primissimo pomeriggio. Ma le morti, secondo i primi accertamenti, risalirebbero a circa 36 ore prima. Il medico ha ucciso a colpi di pistola la moglie Carla Pasqua, 69 anni, e i due figli, Alessandra, 36enne, e Massimo, 42 anni, disabile grave. L’ultimo colpo è quello con cui si è tolto la vita. La tragedia nella villetta della famiglia, a Tempera. Una strage maturata dal giorno in cui il medico, una volta raggiunta la pensione – lo scorso gennaio – aveva incominciato ad accusare il peso della malattia del primogenito che negli ultimi mesi si era aggravata.
LE INDAGINI
Le armi sono state poste sotto sequestro, mentre sulla pistola dell’omicidio-suicidio sono stati disposti accertamenti (un atto dovuto). Anche la villetta resta sequestrata. Le indagini riguardato anche il porto d’armi e le relative certificazione mediche per il rilascio. Il patentino risulta regolare anche dal punto di vista delle scadenze. Del fascicolo aperto in Procura è titolare il pubblico ministero Guido Cocco il quale ha incaricato il medico legale del Policlinico Gemelli di Roma, Fabio De Giorgi, di effettuare le autopsie sulle quattro salme. L’inizio degli esami è previsto oggi alle 12.30. Al termine delle operazioni, il magistrato firmerà il nulla osta per la riconsegna delle salme ai familiari e sarà fissata la data dei funerali (forse già domani a Collemaggio). Intanto, da fonti investigative e dalla stessa Procura trapela che si andrà verso l’archiviazione. Gli accertamenti, tuttavia, sono dovuti per valutare se la strage si poteva in qualche modo evitare.
ASCOLTATO UN PAZIENTE
Gli investigatori hanno sentito le persone che hanno aperto la porta della villetta (un amico del medico e una nipote) e allertato il 113 e anche un paziente, quest’ultimo per stabilire l’ora della strage. L’urologo Carlo Vicentini aveva una visita prenotata cui non ha risposto.
OGGI VEGLIA A TEMPERA
«Preghiamo per questa tragedia», ha detto ieri mattina nell’omelia il parroco di Tempera, don Giovanni Gatto, che ha chiesto «a Maria Santissima di aprire le porte del regno di Dio a Carlo, Carla, Massimo e Alessandra e invocato la pace del Signore per tutti i temperesi affinché possano superare questo triste momento». È una comunità sconvolta e incredula quella di Tempera. Lo stesso sacerdote si è detto «sconcertato» e «di non riuscire a darsi pace dal giorno della tragedia». Ieri in chiesa c’era anche il fratello di Carlo Vicentini, Giovanni. Intanto questa sera alle 21 la comunità di Tempera si riunirà di nuovo nella chiesa di legno per una veglia di preghiera che consisterà in un’ora di adorazione eucaristica in ricordo delle quattro vittime.
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