Straordinari non pagati ingiunzioni al Comune

Due dipendenti del cimitero vanno in tribunale: mai ricevuti 13mila euro L’amministrazione replica: quei soldi non sono dovuti, andiamo in causa
MONTESILVANO. Due dipendenti fanno causa al Comune per il mancato pagamento di circa 13 mila euro di straordinari maturati dal 2012 al 2015. È questa l’ennesima gatta da pelare per il sindaco Francesco Maragno e per la sua giunta che, nei giorni scorsi, hanno dato il proprio via libera all’opposizione al primo decreto ingiuntivo notificato da uno dei due dipendenti. A rivolgersi ai legali per l’ottenimento del pagamento degli straordinari sono in particolare due lavoratori attualmente assegnati all’ufficio servizi tecnologici e manutentivi che negli ultimi anni avrebbero svolto centinaia di ore di straordinario principalmente al cimitero di Montesilvano, senza ottenere il giusto riscontro economico. In particolare, per uno dei due dipendenti, è stato notificato al Comune un decreto ingiuntivo di circa 13 mila euro, mentre per il secondo lavoratore l’importo sarebbe anche più elevato, anche se attualmente non vi sono ancora atti ufficiali.
Il Comune sembra non condividere le ragioni dei lavoratori e ha scelto di opporsi al decreto ingiuntivo affidando l’incarico a un legale specializzato nel campo del diritto del lavoro, l’avvocato Federica Bucciarelli. A chiarire il punto di vista dell’Ente è il segretario generale Alfredo Luviner, in qualità di dirigente al Personale: «Purtroppo in passato sono stati commessi diversi errori», spiega Luviner, «tra cui l’aver permesso ai dipendenti di effettuare troppe ore di straordinario, senza specificare che quelle ore non sarebbero mai state pagate. Per legge, infatti, c’è un limite massimo di ore che il dipendente comunale può svolgere dietro retribuzione, che ammonta a 180 ore all’anno. Superato quel limite», prosegue, «il lavoratore può continuare a svolgere gli straordinari, previo accordo tra le parti, ma quelle ore possono essere solo recuperate». Il contenzioso nasce proprio in virtù del fatto che i due dipendenti non hanno sottoscritto alcun accordo con il Comune. «Il problema di fondo è che il Comune è sotto organico», continua il segretario, «per cui utilizza gli straordinari, ma dopo un po’, non potendo pagare, deve ricorrere al recupero e quindi quel dipendente deve assentarsi. È un cane che si morde la coda». È lo stesso segretario a specificare che sono due i dipendenti che attualmente hanno fatto ricorso al decreto ingiuntivo per il pagamento degli straordinari. «Il conteggio fatto dai legali però è sbagliato», sostiene, «perché nei 13 mila euro sono state calcolate anche le 180 ore annue regolarmente pagate. Per cui il contenzioso si riferisce a circa 270 ore in 4 anni di straordinari in eccesso, per un importo di circa 2 o 3.000 euro». Luviner, infine, sottolinea come attualmente tutti i dipendenti che stanno svolgendo ore di straordinario in eccesso hanno sottoscritto un accordo che prevede il loro recupero.
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