Stroncato da un malore a 53 anni Manoppello piange Cesarone

Inutili i soccorsi per l’operaio che si è sentito male dopo una passeggiata, sotto gli occhi dei familiari Il figlio Matteo: «Amava le moto e stare con i giovani, per noi era speciale». Questa mattina i funerali
MANOPPELLO. Amava stare con i giovani, ci scherzava, dava loro consigli e li rimbrottava affettuosamente. La moto era la sua grande passione ed era un lavoratore instancabile. Ma ogni minuto libero lo dedicava alla sua famiglia. Per loro c'era sempre e faceva tanti sacrifici. C'è incredulità e dolore a Manoppello scalo per la morte di Andrea Cesarone, 53 anni, operaio specializzato alla ditta di costruzioni Cogema, scomparso improvvisamente nella notte tra martedì e mercoledì.
Si è sentito male a casa, appena rientrato da una passeggiata col cane per le vie del paese, dove è stato visto per l'ultima volta. Quindici giorni fa, a causa di un malore, era stato ricoverato in ospedale a Chieti. Poi il miglioramento delle sue condizioni di salute, le dimissioni e il ritorno alla vita normale. Cesarone era molto conosciuto a Manoppello, dove è nato e cresciuto, ma anche nel circondario. Lascia la moglie Marisa Santarelli, parrucchiera a Chieti scalo, i figli Matteo e Francesco, 25 e 21 anni, la suocera Rita e altri parenti. I funerali dell'operaio si terranno oggi alle 10 nella chiesa parrocchiale di San Pancrazio. La cerimonia sarà officiata da don Bartolo Turacchio.
Ieri tutto il paese gli ha detto addio nella casa di via Andrea Costa dove è stata allestita la camera ardente. Una processione interminabile di persone che gli hanno voluto bene. Il 10 novembre avrebbe compiuto 54 anni. «Papà stava bene, si stava riprendendo. Doveva fare qualche giorno di riposo prima di tornare al lavoro. Non sappiamo cosa sia potuto accadere, non riusciamo ancora ad accettarlo, non ci sembra vero che non ci sia più», dice commosso il figlio Matteo, camionista, distrutto dal dolore per la morte di un papà giovane e pieno di energie. «Mio padre», continua mentre fatica a trattenere le lacrime, «amava stare tra i giovani, con loro si sentiva a suo agio, si sentiva anche lui un ragazzo. È stato speciale per noi, ci ha amato tanto e voleva sempre che rimanessimo bravi ragazzi. Non sappiamo cosa sia successo, non ci sembra vero, tutto è accaduto all'improvviso. Era appena tornato a casa, martedì sera, dopo una passeggiata in paese. Era solo un po' in affanno, abbiamo subito chiamato l'ambulanza». I soccorritori hanno tentato di tutto, ma Cesarone non ce l'ha fatta.
Davide Massari, un amico di famiglia, sui social gli scrive parole affettuose: «Oggi non ci sei più. Sei sempre stato un ragazzino d'animo, eri sempre circondato da giovani perché lo eri anche tu, eri il padre di tutti. Avevi sempre un consiglio per noi o una sgridata da farci, a me dicevi sempre: “Massa, fa lu brave”. Non ti dimenticheremo».
Nell'azienda dove lavorava come escavatorista è stato visto martedì mattina: «È venuto a portarci dei documenti, stava bene, non sembrava affatto sofferente», rammentano i titolari, «siamo sconvolti, distrutti, increduli. Era un bravissimo lavoratore, preciso e competente. Era sempre disponibile, notte e giorno, una bella persona. Ci mancherà tanto». La salma di Cesarone riposerà nel cimitero di Manoppello.

