Studente morto, choc tra gli amici «Figlio unico, un bravo ragazzo»

10 Ottobre 2022

Incredulità e dolore a Francavilla, città di origine del 23enne che si è tolto la vita nel giorno della laurea Centinaia di messaggi sui social, mentre l’autopsia disposta dalla Procura chiarirà le cause del decesso

FRANCAVILLA. Incredulità, dolore, profonda amarezza. Perché «non doveva andare così». A Francavilla i conoscenti del 23enne che si è tolto la vita a Bologna non riescono ad accettare una tragedia immane. Il giovane studente universitario, figlio unico, aveva annunciato ai genitori che si sarebbe laureato venerdì scorso, avendo concluso gli esami. Il papà e la mamma sono partiti da Francavilla, dove vivono, per assistere alla discussione della tesi. Un grande giorno, un giorno di festa per un bel traguardo raggiunto, questo doveva essere. Ma nelle prime ore della mattina il corpo senza vita del 23enne è stato trovato sotto al Pontelungo, a Borgo Panigale, vicino a un vecchio materasso e a un masso, pare sporco di sangue. Lo hanno notato degli operai, che hanno lanciato l’allarme, e le indagini della polizia hanno fatto emergere un po’ per volta, partendo dal cellulare, cosa ci sarebbe dietro a questo gesto (sarà l’autopsia, disposta dalla Procura e da eseguire, a chiarire le cause della morte).
Il giovane, hanno raccontato gli amici, i compagni di studio e i responsabili del suo corso di laurea, aveva sostenuto solo pochi esami, per cui la laurea era lontana. Evidentemente non è riuscito a dirlo ai suoi, ha preferito non far emergere la verità, che deve essergli apparsa troppo grande e dolorosa da confessare, e l’ha fatta finita. Doveva nascondere un disagio profondo eppure, dicono sempre i conoscenti, «era un ragazzo con sani principi, educato, bravo, esattamente come lo sono i suoi cari genitori», travolti da un dolore atroce, dicono sempre da Francavilla.
E mentre sui social ci si interroga sulle cause del malessere che ha travolto questo ed altri giovani e sulle strade da seguire per salvare chi vive le stesse difficoltà, il sindaco di Francavilla Luisa Russo lancia un messaggio di «vicinanza e sostegno» ai genitori del 23enne, e lo fa a nome di tutta la città. «Se è vero, come emerge da una prima ricostruzione, che questo studente ha fatto una scelta del genere perché non aveva il coraggio di ammettere di non aver finito gli esami, mi sento di dire che forse questa società chiede troppo ai ragazzi. Si pensa che sei un fallito se non riesci nello studio, ma ci sono tante opportunità da cogliere e dobbiamo far capire ai giovani che si possono realizzare in tanti modi, diversi dallo studio. Dobbiamo farlo come amministratori e come adulti, come genitori. Dobbiamo dare fiducia ai ragazzi. In questo momento», prosegue il sindaco, «va rispettato il dolore dei genitori ma noi, in Comune, ci siamo per qualsiasi cosa, per qualsiasi necessità», conclude Russo.
Esattamente un anno fa era accaduto un episodio simile. Uno studente pescarese 29enne della facoltà di Economia e Commercio di Forlì aveva invitato la famiglia ad assistere alla discussione della tesi. Appuntamento a Bologna, per raggiungere insieme l’università, a Forlì. Il suo corpo è stato trovato sotto al ponte di via Stalingrado, dopo ore di ricerche e di ansia, perché si era capito che qualcosa non andava e gli ultimi messaggi che ha inviato facevano presupporre il peggio. Da lì, da quel ponte, lo studente si è lanciato. Ed è morto.
«Troppa solitudine, poco dialogo», scrivono su Facebook commentando queste morti, che scuotono e fanno riflettere. «Confidatevi e chiedete aiuto», questo l’appello lanciato ai ragazzi che probabilmente si sentono «in una morsa di doveri e sensi di colpa». «Non abbiate paura nè vergogna, i genitori vi amano comunque. La vita non è una gara e dobbiamo vivere per noi stessi, non per gli altri». Ma c’è chi è «fragile, non è pronto al fallimento», specie perché avverte che «la società è severa».