«Su corso Umberto c’è il sì degli agronomi»

1 Settembre 2024

Scontro sui lavori per il verde, Mazzioli: «No a critiche impulsive». Barba: «Il progetto è sbagliato»

PESCARA. È scontro aperto sui lavori per il verde di corso Umberto. Alla consigliera comunale Simona Barba (Alleanza Verdi e Sinistra-Radici in Comune) che parla di «errori progettuali» e «alberi mortificati» tra aiuole troppo strette e radici incastrate nei sottoservizi, replica il consigliere Loris Mazzioli di Fratelli d’Italia: «La dimensione delle fioriere che Barba contesta è stata avallata da agronomi con competenze specialistiche in questo campo, e la loro forma è stata studiata per consentire il decentramento, ove necessario, degli alberi proprio per la ineludibile presenza di numerosi sottoservizi, trovando il giusto equilibrio tra l’obiettivo di collocare piante importanti e la realtà del sottosuolo in pieno centro urbano». Barba denuncia l’assenza di piante nel tratto davanti alla sede della Fondazione PescaraAbruzzo: «Non c’è stata alcuna sciatteria nella scelta di lasciare la facciata dell’edificio libera dagli alberi», dice Mazzioli, «c’è stata, invece, un’intenzione di valorizzazione dell’edificio, tra l’altro richiesta al Comune dalla Soprintendenza (che ha valutato il progetto nella sua interezza). La pavimentazione antistante questo edificio avrà un disegno particolare che ne sottolineerà ulteriormente l’importanza. Forse», continua il consigliere, «sarebbe cosa opportuna resistere all’impulso di criticare a prescindere, magari aspettando la conclusione dei lavori prima di giudicare e comunque chiedendo delucidazioni a chi è davvero in grado di darne, in primo luogo perché conosce davvero il progetto».
Da Barba arriva la controreplica: «Dalle parole del consigliere», dice, «si ha la conferma di quanto ho denunciato, e che addirittura non si tratti di errori ma di volontà progettuale. E cosi il decantato obiettivo della mitigazione climatica rimarrà solo sugli striscioni colorati che tappezzano la recinzione». Barba entra nel dettaglio: «Vengo a scoprire che c’è un progettista agronomo che avrebbe firmato il dimensionamento delle “fioriere” e relativa piantagione tra sottoservizi a ridosso del cordolo di pavimentazione, e chiedo la cortesia di farmi sapere il suo nome, visto che nel frontespizio del progetto, non appare. Infine scopro che l’invito della Soprintendenza alla valorizzazione del palazzetto della Fondazione si sia concretizzato nella scarna scelta progettuale, come da me già paventato, della soluzione di continuità degli alberi che in fase di progetto c’erano, e in fase di realizzazione sono spariti».