«Su via Lazio mai trovata una soluzione definitiva»

5 Marzo 2019

Il Comune di Pescara proprietario di 59 appartamenti dell’edificio di sette piani ha speso negli ultimi anni 200mila euro per la manutenzione straordinaria

MONTESILVANO. Oltre 200mila euro. È questa la cifra spesa negli ultimi anni dalle diverse amministrazioni comunali di Pescara per la manutenzione straordinaria del palazzone di via Lazio 61, l’edificio di Villa Verrocchio, a Montesilvano, che ospita 59 appartamenti popolari di proprietà del Comune del capoluogo adriatico.
Un fabbricato di 7 piani noto soprattutto per il pessimo stato in cui versa la struttura e tornato la scorsa settimana sotto i riflettori per via di un sopralluogo del consigliere regionale Domenico Pettinari (M5s), che ha lanciato un appello alle due amministrazioni coinvolte: istituire un tavolo in prefettura per accertare la stabilità strutturale dello stabile e per risolvere il problema delle occupazioni abusive.
A fare il punto della situazione su quanto fatto finora dal Comune di Pescara e quali i problemi, e le relative motivazioni, lamentati dagli stessi residenti dello stabile è il dirigente del settore Patrimonio Immobiliare Aldo Di Prinzio che, su sollecitazione dell’assessore alle politiche sociali Gianni Teodoro, ha redatto una relazione sul fabbricato. Nel documento si ricorda che il Comune nel 1986 acquistò una porzione di fabbricato, e in particolare 59 appartamenti distribuiti su cinque livelli, dal secondo al sesto piano, per un importo di circa 3 miliardi e 300 milioni di lire. Appartiene a soggetti privati, invece, il settimo piano, dove è situato il terrazzo con il parapetto pericolante, così come l’intero piano terra e il primo piano, dove un tempo si trovavano la piscina e la palestra e dove oggi, invece, sorge un’enorme discarica «con presenza di acqua stagnante, carcasse di topi, uccelli e altri animali».
Il Comune riferisce poi anche di occupazioni abusive dei locali privati da parte di extracomunitari dediti ad attività illecite e di frequenti episodi di vandalismo. «Pur disponendo l’esecuzione di una serie di lavori di riparazione, sgombero rifiuti abbandonati e disinfestazione, oltre a una continua opera di sensibilizzazione», si legge nella relazione, «non si è riusciti, se non temporaneamente, a trovare soluzioni risolutive». A risolvere il problema non sono bastate neanche le numerose ordinanze del Comune di Montesilvano e «puntualmente, a distanza di pochi mesi, si rende necessario riattivare tutte le procedure con notevole dispendio di risorse umane e finanziarie».
E in tema di fondi spesi per interventi di manutenzione straordinaria, ammonta a oltre 200 mila euro la cifra sborsata dall’Ente per: realizzazione canne fumarie e messa a norma impianto del gas (195mila euro); potenziamento autoclave (5.800 euro); riparazione dei pannelli frangivento delle scale (1.200 euro); impermeabilizzazione del lastrico solare (9.600 euro); tinteggiatura di una parte della scalinata (2.600 euro). A queste si aggiungono una serie di spese varie, come spurgo fogne, citofoni, disinfestazione, riparazioni per perdite degli impianti, stimata in una media annua di circa 8.200 euro. Il Comune conferma, inoltre, che diversi appartamenti appaiono attualmente murati dopo lo sgombero di occupanti abusivi, e che è emersa in passato la volontà delle due amministrazioni comunali di ristrutturare l’edificio, attraverso una richiesta di contributo alla Regione, con lo scopo di avviare un progetto sperimentale a favore degli anziani in emergenza abitativa. Lo schema di deliberazione da sottoporre al Consiglio comunale, predisposto dall’Ufficio Patrimonio, tuttavia, non è ancora stato esaminato. Infine, il Comune rende noto che, durante l’amministrazione Mascia, è stato esperito un avviso pubblico per la vendita della porzione immobiliare di proprietà dell’Ente, ma la gara è andata deserta.