Sull’agenzia Carinci scatta il vincolo storico

La Soprintendenza scrive al Comune: l’immobile di piazza della Repubblica non può essere demolito
PESCARA. L’immobile dell’agenzia di viaggi e turismo Carinci non potrà essere demolito quando si faranno i lavori per riqualificare l’area di risulta. L’altolà è arrivato dalla Soprintendenza alle belle arti e paesaggio d’Abruzzo che ha posto il vincolo su quel piccolo edificio.
È quanto si legge in un decreto del presidente della Commissione regionale per il patrimonio culturale dell’Abruzzo Nicola Macrì che il direttore della Soprintendenza Rosaria Mencarelli ha provveduto a inviare al Comune. L’immobile, che risale al 1946, è ritenuto di interesse storico e culturale sulla base di una verifica effettuata dalla stessa Soprintendenza. «Agenzia Carinci», si legge in una relazione firmata da Mencarelli, «è un nome storico nel turismo a Pescara. Infatti il capostipite Guido Carinci fondò nell’immediato Dopoguerra una ditta individuale che ancora oggi porta il suo nome». Nel 1945, Carinci chiese al Comune l’approvazione di un progetto per la costruzione di un chiosco provvisorio di fronte alla stazione centrale su un terreno di proprietà delle Ferrovie. Il permesso gli fu accordato e per la costituzione dell’impresa creò un deposito cauzionale di 10mila lire in titoli in favore delle Fs. Fu così che, sulle macerie di un orinatoio pubblico edificato dall’amministrazione comunale di Castellamare Adriatico nel 1923 e distrutto nel corso dei bombardamenti, nacque nel 1946 il Centro abruzzese raccolta viaggiatori. Il 12 febbraio 1946 le Fs concessero al Centro abruzzese di Guido Carinci il potere di occupare precariamente la zona di terreno di 77 metri quadrati allo scopo di costruire il fabbricato.(a.ben.)

