Summa: «Il mio capolavoro apprezzato da tanti cittadini»

PESCARA. «Questa è la dimostrazione che alcuni continueranno a dire che l’opera non gli è piaciuta, ma la maggioranza dei pescaresi l’ha apprezzata a tal punto da farla entrare di diritto nella...
PESCARA. «Questa è la dimostrazione che alcuni continueranno a dire che l’opera non gli è piaciuta, ma la maggioranza dei pescaresi l’ha apprezzata a tal punto da farla entrare di diritto nella memoria collettiva». Con queste parole Franco Summa, creatore della Porta del Mare, commenta il nuovo interesse dei suoi concittadini verso la sua arte.
Pur dicendosi «sorpreso» della petizione lanciata dal Comitato abruzzese del paesaggio esattamente venticinque anni dopo quella fortunata stagione, Summa ammette sornione di esserne «intimamente soddisfatto». «Significa che la mia opera è ancora viva, nonostante siano passati tutti questi anni e ormai non esista più».
«L’Ente manifestazioni pescaresi», racconta Summa, «nella persona di Carlo Lizza, mi chiese di realizzare un’opera spaziale che avesse un forte impatto simbolico e culturale nel contesto urbano. Progettai così questa installazione monumentale: 10,8 metri in altezza che poggiavano su una base di 14 metri. Con i suoi 56 colori simboleggiava la possibilità di una convivenza armonica tra i popoli di culture diverse, una sorta di preghiera che da Pescara si rivolgeva all’altra parte dell’Adriatico sconvolta dalle guerre». La Porta del mare fu smontata all’inizio dell’autunno del 1993 e, come rende noto Summa, per anni «la sua impalcatura è rimasta chiusa alla Città della musica». (y.g.)
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