Summa: truffa online con il mio profilo Fb

L’artista si è rivolto alla Polpost, ma non è l’unico caso. Gli investigatori: scegliete password complesse
PESCARA. Il noto artista pescarese Franco Summa non è diventato testimonial di sensazionali offerte di iPhone, ma è stato usato, a sua insaputa, per promuovere una truffa on line. Chi frequenta i suoi stessi gruppi Facebook, generalmente dedicati all’arte, ha notato non senza stupore che Summa sta invitando gli amici a partecipare a una singolare promozione: per un euro, si può avere un telefono della Apple che solitamente ne costa almeno 7-800. «La cosa è iniziata un paio di mesi fa», racconta Summa che ha denunciato il fatto alla polizia postale, «persone che conosco mi hanno segnalato che a mio nome vengono pubblicati questi messaggi: in cambio di un euro, inserendo dei codici, si riceve un Iphone. Può succedere che qualcuno, confidando in me, cada nel trabocchetto: ciò mi causa anche un danno di immagine», aggiunge l’artista. «Le prime volte mi ero limitato a cancellare il messaggio pubblicato col mio profilo, pensando che potesse bastare. Ma la cosa continuava, e perciò ho presentato una denuncia alla polizia postale, oltre ad aver contattato un tecnico per verificare se nel mio computer non si fosse insediato qualcuno tramite un virtus informatico».
Quello capitato a Summa non è un caso isolato, anche se non ci sono dati circoscrivibili a Pescara, perché si tratta di tentativi di truffa avviati da qualsiasi parte del mondo. «Per chi subisce la violazione di un account», spiega Alessandro Clemente della polizia postale, «possiamo consigliare innanzitutto di andare subito a cambiare password e di verificare le attività sospette del proprio account, per vedere se qualcuno ha violato l’account impossessandosi delle chiavi di accesso. In generale, è sempre meglio incrementare le misure di sicurezza, come a esempio l’autenticazione a due fattori, che oltre a nickname e password utilizza un numero di telefono. L’identità digitale può essere utilizzata in maniera fraudolenta per rubare dati, veicolare malware, fare una classica frode o semplicemente per minare la credibilità di qualcuno», continua Clemente, «le indagini ci sono sempre per cercare di risalire a chi commette questo genere di reati: ma, ancora più importante del fattore repressivo, è quello preventivo. Perciò per i propri account vanno usate password forti, e non semplici come date di nascita o nomi di battesimo. Va poi sempre prestata la massima attenzione a quali dati si immettono e soprattutto su quali siti, verificandone l’attendibilità magari anche cercando su Google». Nello specifico, i contatti Facebook di Summa, cercando su un motore di ricerca “iPhone 1 euro”, scopriranno articoli che parlano della truffa con la quale l’ignaro promotore, come in questo caso l’artista pescarese, non ha nulla a che fare.

