Superbonus, 4mila cantieri Via ai controlli anti-frode

Verifiche a tappeto anche nella nostra regione: si rischiano multe e carcere
PESCARA. Sono scattati anche in Abruzzo i controlli sulle opere edilizie, in corso o già completate, eseguite con il ricorso alla detrazione fiscale del Superbonus 110%, che permette al proprietario dell’immobile di effettuare lavori di ristrutturazione della casa ricevendo, sotto forma di credito d’imposta o sconto in fattura, la spesa totale sostenuta, con l’aggiunta del 10%.
Un meccanismo altamente premiante che però fa gola ai furbetti dei bonus edilizi, a tal punto che il governo è dovuto intervenire per arginare il fenomeno attivando controlli a tappeto le cui conseguenze possono essere pesanti, sia per il contribuente che per le altre figure che hanno partecipato alla realizzazione dei lavori.
QUANTI SONO. I cantieri aperti in Abruzzo grazie al Superbonus sono oltre 4mila. A maggio i controlli si stanno intensificando. E se le verifiche fanno emergere difformità rispetto a quanto previsto dalla legge, il contribuente che ha usufruito della detrazione fiscale dovrà innanzitutto restituire quanto ottenuto, salvo un’accusa penale se è dimostrato il dolo. Lo stesso vale per professionisti e tecnici che hanno asseverato, cioè garantito i lavori, che in più rischiano multe elevate.
CHI OPERA. A porre le basi normative per i controlli sul Superbonus è stato il decreto del 15 aprile 2022 istituendo il Comitato di Monitoraggio del settore edile, che fa capo al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Le verifiche peraltro si integrano a quelle avviate dall’Agenzia delle Entrate, che ha il compito di attestare l’effettiva congruità fra le spese documentali e quelle poste in essere per la realizzazione di lavori all’interno di un arco di tempo che può estendersi fino al 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione dei redditi dove si attesta l’utilizzo del bonus.
COSA SI RISCHIA. Le sanzioni più severe riguardano i tecnici abilitati. Chi firma e attesta dei dati falsi in materia di congruità delle spese rischia una multa fino a 100mila euro, e fino a cinque anni di carcere. La norma infatti dice che: «Il tecnico abilitato che espone informazioni false o omette di riferire informazioni rilevanti sui requisiti tecnici del progetto di intervento o sulla effettiva realizzazione dello stesso ovvero attesta falsamente la congruità delle spese, è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 50.000 euro a 100.000 euro».
Gli errori commessi in buona fede, ovvero i falsi derivanti da negligenze o leggerezze, quindi da colpe e non da doli,, seppur poco giustificabili da parte di tecnici, non sono nelle mire del legislatore che ha voluto colpire i comportamenti coscienti e volontari, finalizzati a frodare lo Stato. Ma il confine tra dolo e colpa, tra buona e cattiva fede, è molto sottile. E la buona fede potrà essere provata solo in Tribunale. Quindi è facile finire sotto processo.
IL CONTRIBUENTE. Per i beneficiari della detrazione, ovvero i committenti delle opere, non è prevista la sanzione pecuniaria ma, nel caso irregolarità per colpa e non per dolo del tecnico, scatta la decadenza del beneficio fiscale che comporta la restituzione dell’intero importo di cui si è usufruito.
Se però si dovesse scoprire un concorso di responsabilità con il tecnico che ha agito mediante dolo, è previsto un inasprimento delle pene (vale anche per le imprese). La norma infatti dice che: «Chiunque, estraneo alla pubblica amministrazione, avendo ottenuto dallo Stato o da altro ente pubblico o dalle Comunità europee contributi, sovvenzioni, finanziamenti, mutui agevolati o altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, destinati alla realizzazione di una o più finalità, non li destina alle finalità previste, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni»
LE INDAGINI. Secondo i dati diffusi dalla Guardia di Finanza, la frode fiscale con i bonus edilizi nel 2021 è stata pari a 47 miliardi di euro su 41.047 interventi effettuati. Nel 2020 sono stati evasi 5 miliardi in meno con 1.500 controlli in più. Ma il valore delle frodi fiscali è molto più ampio di quello che appare. E di quelle scoperte solo 3 per cento ha riguardato il Superbonus mentre a incidere di più sono le frodi sul Bonus Facciata, con il 50 per cento del totale, e l’Ecobonus, con il 37 per cento.
RICORDIAMO INFINE. Il Superbonus spetta fino al 31 dicembre 2025, al 110% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023, al 70% per le spese sostenute nel 2024 e al 65% per le spese sostenute nel 2025, con una proroga fino al 2025 per interventi nei comuni colpiti da eventi sismici.
Si può usufruire del Superbonus sia con lo sconto in fattura, che viene applicato direttamente dalla ditta che effettua i lavori e che, a sua volta, può detrarre la cifra dalle tasse, sia con la cessione del credito della detrazione fiscale da parte del contribuente a un ente terzo, banche o società finanziarie, sia con detrazione fiscale in quattro rate di pari importo nella dichiarazione dei redditi. (u.c.)

