Superbonus al capolinea Appello di 14 associazioni

Sblocco dei cantieri: la legge di Bilancio per ora non prevede alcuna soluzione Per famiglie e imprese si temono pesanti conseguenze sociali ed economiche
L'AQUILA . Per salvare il Superbonus scendono in campo le associazioni di categoria. Un appello al governo che porta in calce 14 sigle e due richieste fondamentali: la proroga per i lavori in corso e lo sblocco dei crediti incagliati. A rischio non c'è solo la tenuta dell'intera filiera delle costruzioni, ma anche la sicurezza nei cantieri.
«La legge di bilancio», dicono i firmatari della richiesta, «deve offrire una soluzione a migliaia di famiglie e imprese, evitando pesanti conseguenze sociali ed economiche e un enorme contenzioso». Il tutto mentre l'accordo interno alla maggioranza di governo, sul Superbonus, appare lontano.
TEMPO SCADUTO. Il termine ultimo è il 31 dicembre 2023. Entro questa data dovranno essere conclusi tutti gli interventi sui condomini eseguiti con il Superbonus. Ma le imprese - e a dirlo sono i Costruttori e le altre associazioni datoriali - sono in affanno, strette nella morsa della mancanza di liquidità a causa dei crediti non riscossi e con cantieri fermi al palo.
«È assolutamente necessario individuare una rapida soluzione alle decine di migliaia di cantieri che, anche in virtù del caos normativo e applicativo dello strumento, non riusciranno a terminare i lavori in tempo utile», sottolineano Ance, Agci produzione e lavoro, Anaepa Confartigianato, Claai, Cna costruzioni, Confapi Aniem, Confcooperative lavoro e servizi, Federcostruzioni, Fiae Casartigiani, Legacoop produzione e servizi, Rete Professioni Tecniche, Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil.
PROROGA URGENTE. Il problema non risiede nella proroga dello strumento del Superbonus con la formula piena del 110%, un esperimento che le associazioni di categoria ritengono «ormai superato». Bensì nella necessità di salvaguardare le ditte edili e i condomini, portare a termine i lavori d evitare contenziosi.
«Pur condividendo la necessità di chiudere la stagione del 110% per aprire una riflessione seria sul futuro dell’efficientamento degli edifici in Italia, in particolare per le famiglie meno abbienti», evidenzia la nota, «per recuperare i ritardi accumulati è assolutamente necessaria una proroga che consenta una conclusione ordinata alla misura, eviti la perdita improvvisa di centinaia di migliaia di posti di lavoro causata dalla sicura interruzione di migliaia di cantieri, che potrebbe derivare dall’insorgere di un enorme contenzioso tra condomìni e imprese, e scongiuri la corsa forsennata già in atto per finire i lavori. A rischio ci sono la sicurezza dei lavoratori coinvolti e la qualità degli interventi eseguiti».
LA PROPOSTA. Una proroga limitata per i soli interventi che dimostrino un concreto avanzamento del cantiere: questa la posposta contenuta nella lettera inviata al governo «che potrebbe risolvere tutti i problemi con un costo contenuto per le casse dello Stato, di gran lunga inferiore a quello del caos sociale e economico che si determinerebbe lasciando invariata la scadenza a dicembre prossimo», dicono le associazioni di categoria, «la Legge di bilancio deve offrire una soluzione concreta a un problema che riguarda da vicino migliaia di lavoratori, famiglie e imprese che in buona fede hanno avviato i lavori e ora rischiano di trovarsi in gravi difficoltà».
Il tema della sicurezza viene posto sul piatto del confronto come prioritario. «Nella situazione attuale, con poco più di un mese per chiudere i lavori», evidenziano Ance, Agci produzione e lavoro, Anaepa Confartigianato, Claai, Cna costruzioni, Confapi Aniem, Confcooperative lavoro e servizi, Federcostruzioni, Fiae Casartigiani, Legacoop produzione e servizi, Rete Professioni Tecniche, Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, «si rischia di mettere a repentaglio la sicurezza degli operai, come frettolosa conseguenza dell' imminente scadenza del bonus. La soluzione risiede nella legge di Bilancio, che potrebbe risolvere la questione consentendo di completare tutte le attività e di garantire il rispetto degli standard richiesti per le opere edili. Una breve proroga», concludono le 14 sigle, «sarebbe l’occasione per recuperare i ritardi accumulati a causa dell’aumento dei prezzi delle materie e dell’incertezza della normativa e dare respiro alle aziende, che versano in serie difficoltà operative ed economiche».
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