Superbonus, tutte le novità: conferma per altri due anni

22 Luglio 2021

Gli incentivi (soltanto in alcuni casi) potranno essere utilizzati fino a giugno 2023 Invariati gli interventi a costo zero per l’efficientamento energetico degli edifici 

L’AQUILA. Il superbonus 110% è stato confermato fino al 30 giugno 2022. E, in alcuni casi, l’incentivo potrà essere utilizzato fino a giugno 2023. Le nuove scadenze sono state approvate, il 13 luglio scorso, dal Consiglio di economia e finanza dell’Unione europea. Si tratta di una misura che consente interventi di ristrutturazione o consolidamento che comportino un efficientamento energetico per abitazioni ed edifici. Interventi che potranno essere svolti praticamente “a costo zero” da parte dei cittadini.
LE NUOVE SCADENZE. La proroga al 30 giugno 2022 vale sia per le persone fisiche, che vorranno beneficiarne dell’incentivo per edifici unifamiliari, che per privati che intendono applicare il superbonus su fabbricati di proprietà composti da massimo quattro unità abitative. Per quest’ultimi la novità importante è che, nel caso lo stato di avanzamento lavori sia arrivato al 60% sul totale previsto, si potrà beneficiare di un’ulteriore proroga con la possibilità di continuare a usufruire delle agevolazioni previste fino al 31 dicembre 2022. Fine 2022 è anche la scadenza per i lavori eseguiti con le agevolazioni previste dal superbonus 110% sui condomini. A oggi, gli edifici che potranno godere del lasso di tempo più ampio sono gli Istituti autonomi case popolari (Iacp). La nuova data di scadenza prevista è il 30 giugno 2023: anche in questo caso vale l’aspetto legato allo stato di avanzamento lavori.
COME FUNZIONA. Il superbonus è diviso in due bonus: eco-bonus, che prevede agevolazioni per interventi che migliorino l’efficienza energetica degli immobili, e il super sisma-bonus con agevolazioni per lavori che migliorano la resistenza ad eventi sismici. Per poter usufruire dell’eco-bonus è necessario effettuare almeno uno degli interventi definiti trainanti che dovranno necessariamente aumentare di due classi energetiche lo stato dell’immobile: cappotto termico, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, con impianti più prestanti o pompe di calore. Interventi che permettono di ottenere le detrazioni del 110% o di effettuare cessione del credito e sconto in fattura. Ai lavori trainanti potranno essere abbinati altri interventi di ristrutturazione come l’installazione di pannelli fotovoltaici, la sostituzione di vetrate e finestre, l’installazione di colonnine elettriche per la ricarica di automobili o di impianti di domotica e l’eliminazione di barriere architettoniche per gli over 65 o i diversamente abili.
SISMA BONUS. Il sisma-bonus prevede, invece, maxi agevolazioni per quegli interventi che andranno a migliorare la sicurezza degli edifici: bisognerà eseguire lavori che certifichino adeguamenti sismici nelle zone sismiche ad alta pericolosità. In questo caso sarà possibile abbinare ai lavori di adeguamento sismico anche l'installazione di impianti fotovoltaici. Il bonus può essere richiesto sia da privati ma anche dai condomini e Istituti autonomi per le case popolari, dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di in house providing e che siano costituiti e operanti al 31 dicembre.
CESSIONE DEL CREDITO. Un’importante novità arriva anche sulle proroghe riguardo le modalità alternative di pagamento per le spese sostenute con il beneficio del superbonus 110%, lo sconto in fattura e la cessione del credito. Entrambe le modalità sono state prorogate di un anno: la nuova data di scadenza sarà il 31 dicembre 2022. Ma in cosa consistono lo sconto in fattura e la cessione del credito? Per quanto riguarda lo sconto in fattura sarà l’impresa che avrà eseguito i lavori ad applicare uno sconto del 100% sulla somma totale dell'intervento: questo significa che il cittadino beneficiario non dovrà pagare nulla per i lavori effettuati, che saranno praticamente “gratuiti”, né dovrà anticipare somme di denaro. Per quanto riguarda, invece, la modalità credito imposta, il cittadino beneficiario potrà decidere se cedere il credito a banche o istituti finanziari consenzienti. Anche in questa seconda ipotesi il beneficiario si troverà a non pagare nulla per i lavori eseguiti o, in alternativa, potrà decidere di pagare le spese per i lavori effettuati portando il credito in detrazione e recuperandolo nella denuncia dei redditi. (m.p.)