Superbonus: via libera per i crediti fiscali spalmati in dieci anni

20 Aprile 2023

Imprese, banche e famiglie potranno frazionare gli sconti Si parte dal prossimo 2 maggio, ecco i requisiti richiesti

PESCARA. Imprese, banche, famiglie o altri soggetti che detengono dei crediti d'imposta collegati ai bonus edilizi (Sismabonus, bonus barriere architettoniche, superbonus 110%) potranno dividerli in dieci anni, a partire da maggio 2023, se la prima opzione è stata comunicata entro il 31 marzo 2023. Lo ha deciso l'Agenzia delle Entrate. La novità arriva dopo che il decreto Superbonus, convertito di recente in legge, ha previsto la possibilità di dilazionare i pagamenti in dieci anni invece di quattro. Econsente di allungare il periodo di detrazione a chi non ha sufficiente capienza .
STA PER PARTIRE.
Dal 2 maggio, nell'area riservata del sito dell'Agenzia ci sarà una nuova funzione dedicata a questa opzione.
La nuova divisione potrà riguardare i crediti d'imposta legati a superbonus 110%, sismabonus e bonus barriere architettoniche, se derivano da cessioni oppure da sconti in fattura che sono stati comunicati all'Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo scorso. Per ogni rata annuale dei crediti d'imposta, la quota residua potrà essere divisa in dieci rate annuali di pari entità. La ripartizione, nel caso del superbonus, si può fare con le rate riferite agli anni 2022 e seguenti, per i crediti che derivano da comunicazioni effettuate all'Agenzia entro il 31 ottobre 2022.
Per le comunicazioni arrivate più tardi, in particolare dal 1° novembre 2022 al 31 marzo 2023, si potranno dilazionare le quote residue delle rate relative agli anni 2023 e successivi. Per quanto riguarda sismabonus e bonus barriere architettoniche, la ripartizione si può effettuare per le quote residue delle rate relative al 2023 (e anni seguenti), se la comunicazione è stata effettuata entro il 31 marzo 2023. Le nuove rate annuali, sottolinea l’Agenzia, in tutti i casi non potranno essere ulteriormente divise né cedute ad altri.
COME RICHIEDERLO.
La funzione che sarà attivata nell'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate si chiamerà "Piattaforma cessione crediti". Qui sarà possibile procedere alla divisione, che sarà definitiva: non si potrà né annullare né modificare. Inizialmente la richiesta si potrà fare solo in modo diretto, mentre dal 3 luglio potranno procedere anche degli intermediari autorizzati.
L'Agenzia nel suo comunicato ha fornito anche un esempio, per illustrare il fatto che è possibile dividere in rate anche solo una parte del credito disponibile e poi, successivamente, dividere sia il resto del credito sia eventuali altri crediti fiscali acquisiti nel frattempo. Nel caso di una persona che nel 2024 dovesse riscuotere cento euro di crediti del 2023, ma non avrà la possibilità di farlo perché non ha la capacità fiscale sufficiente, può fare una stima di quanto riesce a riscuotere subito (per esempio, 60 euro), e quanto invece gli resta d'avanzo (cioè 40 euro).
A questo punto, i 40 euro si possono dividere in dieci rate annuali di quattro euro, che si potranno riscuotere con la propria dichiarazione dei redditi dal 2024 al 2033. Se poi, nel resto del 2023, la stessa persona avrà acquisito altri crediti fiscali che non riesce a riscuotere, questi si potranno a loro volta dividere in dieci anni.
LE ALTRE STRADE.
In alternativa, la persona potrà aspettare la fine del 2023 per avere un'idea esatta dei crediti che gli restano da parte e non riesce a riscuotere.
A questo punto potrà fare una comunicazione unica all'Agenzia delle Entrate, dividendoli tutti in dieci rate. Va però sottolineato che, nel caso in cui anche le dieci rate fossero troppo alte – ad esempio se la persona non avesse la capacità fiscale per riscuotere quei quattro euro all'anno per dieci anni – la rata non potrà essere slittata oppure rimborsata, ma andrà perduta. (u.c.)