Sushi, kebab e piatti cinesi I Nas nei locali-vergogna

3 Marzo 2016

I carabinieri chiudono 5 attività: «Attenti all’igiene, segnalateci le anomalie»

PESCARA. Sporcizia, muffa, ragnatele. Sono “cucine da incubo” quelle scoperte e chiuse dai carabinieri dei Nas di Pescara in cinque ristoranti etnici controllati negli ultimi giorni in Abruzzo. I militari non hanno reso noto dove si trovano i locali.

I fornelli potranno essere riaccesi, e l’attività potrà riprendere regolarmente, solo nel momento in cui saranno ripristinate le condizioni igienico-sanitarie e i locali saranno tirati a lucido, superando i rilievi dei militari dell'Arma.

Tra i ristoranti che hanno dovuto abbassare le saracinesche: due si trovano in provincia di Chieti, uno in provincia di Pescara, uno nel teramano e l'ultimo nell'aquilano, e si occupano tutti di cucina cinese o giapponese. In questi spazi è stato esaminato, in particolare, il processo di preparazione del pesce crudo, che nasconde diversi pericoli per la salute e richiede particolari accorgimenti. Ma questi cinque ristoranti non sono gli unici ad aver subito il controllo: i Nas, infatti, hanno passato al setaccio 19 strutture, ispezionando anche locali che servono kebab e take away. Le infrazioni rilevate sono state 27, con multe per 35mila euro dovute alla carenza di pulizia e alla mancata attivazione o all'inosservanza dell'autocontrollo aziendale.

I problemi principali rilevati nel blitz riguardano tutto ciò che resta nascosto agli occhi dei clienti: la fatiscenza di cucine e locali annessi, pavimenti non lavati da tempo con resti di cibo e grasso a terra, cappe aspira-odori intasate da sporco stratificato e solidificato. Anche sugli alimenti sono state rintracciate delle irregolarità, al punto che il personale del dipartimento di prevenzione delle varie Asl ha provveduto alla distruzione di 650 chili di pesce, carne e vegetali, per un valore di 40mila euro, perché privi di una serie di informazioni sulla tracciabilità e quindi utili a risalire alla provenienza.

Oltre a capire come viene trattato il pesce servito crudo o come carpaccio, sottoposto a marinatura o affumicatura, i carabinieri hanno esaminato le modalità di conservazione e la procedura di scongelamento dei vari alimenti, comprese le carni.

Tra gli aspetti primari presi in considerazione dai Nas, coordinati dal capitano Domenico Candelli, c'è la tracciabilità: in mancanza delle informazioni per risalire all’origine della merce, il rischio è che arrivino a tavola alimenti non sicuri e in questi casi scatta il sequestro oppure la distruzione immediata, laddove la Asl partecipi in prima persona ai controlli.

Dai numeri emerge che la maggior parte dei locali è in regola e comunque, fanno notare i Nas, non si tratta di operazioni estemporanee ma costanti, su tutta la filiera alimentare. Prima di Natale, ad esempio, hanno sottoposto a sequestro e distrutto quasi 12 tonnellate di cibo, tra cui gamberi rosa, pesce azzurro, polpo e altro pesce senza indicazione. Gli uomini dell’Arma si sono occupati anche delle strutture che trattano mangimi, trovando locali sporchi e malridotti, e di imprese che si occupano della macellazione, individuando carne immangiabile.

Controlli a parte, possono svolgere un ruolo importante i cittadini, chiamati a segnalare eventuali anomalie. Ci sono delle cartine al tornasole come l’igiene delle sale da pranzo, dei tavoli, delle posate e perfino dei menu: apparentemente piccoli dettagli, ma indicatori importanti della pulizia o della trascuratezza di tutto ciò che c’è dietro la porta della cucina. E le segnalazioni ai Nas arrivano, anche grazie all’attenzione sollevata su tutto ciò che è food da mille trasmissioni tv.

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