Svelati i segreti delle nuove spie

Libro verità del professor Teti con prefazione dell’ex capo della Cia
CHIETI. La “spia” del terzo millennio deve saper utilizzare le tecnologie digitali e muoversi con agilità all’interno della rete. Una nuova veste per il vecchio agente segreto che, in passato, era obbligato a costruirsi un’identità “reale” attraverso documenti falsi e un aspetto modificato. L’operatore di intelligence, oggi, è chiamato ad assumere una fisionomia virtuale credibile, con dei profili che abbiano riscontri verificabili.
Si è passati da una gestione della raccolta di informazioni diretta, tramite l’interazione tra le persone, la cosiddetta human intelligence alla virtual human intelligence con interazioni quasi esclusivamente virtuali.
Di questo e altri argomenti si parla nell’ultimo libro, uscito la scorsa settimana, del professor Antonio Teti, responsabile Settore sistemi informativi e Innovazione tecnologica di Ateneo e docente di Cyber Intelligence, IT Governance e Big Data al Dipartimento di Economia aziendale dell’Università d’Annunzio, dal titolo “Spycraft revolution. Spionaggio e servizi segreti nel terzo millennio”, (edizioni Rubbettino) con la presentazione di Mario Caligiuri e la prefazione di Robert Gorelick, ex capo della Cia in Italia. «Nel corso degli ultimi due decenni il mondo dello spionaggio ha affrontato enormi cambiamenti organizzativi, imposti dallo sviluppo delle tecnologie digitali, dalle continue mutazioni della politica e del commercio su base mondiale», dice Teti. «I vincitori della sfida della “intelligence of the future”, saranno coloro che infrangeranno le vecchie regole del gioco dello spionaggio e controspionaggio, elaborandone di nuove e sempre più proiettate verso il Cyberspace». Nel libro si affronta anche il tema del rapporto tra l’intelligence e la legge e di quella con la politica e l’economia. (m.p.)

