Sversamenti abusivi nelle fogne Imprenditore di Pianella nei guai

23 Ottobre 2021

PIANELLA. I carabinieri forestali del Nipaaf, su disposizione della procura di Pescara, mettono sotto sequestro uno scarico industriale e un serbatoio pieno di fanghi.Il sequestro è stato firmato dal...

PIANELLA. I carabinieri forestali del Nipaaf, su disposizione della procura di Pescara, mettono sotto sequestro uno scarico industriale e un serbatoio pieno di fanghi.
Il sequestro è stato firmato dal gip di Pescara su richiesta dei sostituti procuratori Luca Sciarretta e Fabiana Rapino che sono titolari di due distinti fascicoli che ora dovranno essere molto probabilmente riuniti. La denuncia per inquinamento pende sul capo del titolare di un prosciuttificio locale che sversava senza autorizzazione i grassi animali e vegetali direttamente nelle fogne: liquidi che poi finivano nel depuratore e, da qui, dentro Fosso Rio di Pianella.
Tutto sarebbe nato da un controllo dell’Arta che ha poi presentato una relazione denunciando per inquinamento il gestore del depuratore e quindi l’Aca. Successivamente, però, le indagini dei carabinieri forestali hanno permesso di risalire al prosciuttificio che sarebbe responsabile di questo inquinamento. L’Arta aveva effettuato prelievi a campione delle acque reflue dai quali venne accertato il superamento dei limiti di legge del refluo scaricato dal depuratore nel Fosso Rio. I militari hanno anche accertato che la ditta indagata effettuava il deposito temporaneo dei «fanghi da operazione di lavaggio e pulizia» per un tempo superiore al limite di un anno previsto dal decreto ambientale del 2006.
Il gip, nel decreto di sequestro, ha infatti precisato che «la libera disponibilità del pozzetto e del serbatoio costituisce pericolo di aggravamento e di protrazione delle conseguenze offensive per la possibilità di procedere ad ulteriori attività di sversamento nella pubblica fognatura».
Da qui i sigilli che i carabinieri forestali hanno fatto scattare a un pozzetto di derivazione delle acque reflue industriali e a un serbatoio di depurazione, contenente 8 metri cubi di rifiuti, più o meno liquidi, in località Fontanoli di Pianella. Gli ulteriori accertamenti dei forestali, che hanno permesso appunto l’individuazione del sito industriale da cui partivano i fanghi, potrebbero adesso portare i magistrati a definire positivamente la posizione dei due funzionari e dirigenti dell’Aca tirati in ballo dalla relazione dell’Arta.
Non è escluso, comunque, che la procura decida di disporre altre verifiche o magari una consulenza tecnica sullo stesso depuratore.