Sì ai palazzi più grandi per chi ricostruisce

Il consiglio comunale dà il via libera agli incrementi di cubatura fino al 50% in caso di demolizioni. Fissati dei limiti per la riviera, escluse le zone collinari
PESCARA. Via libera agli incrementi di cubatura per chi demolisce e ricostruisce edifici. Ieri il consiglio comunale, con cinque anni di ritardo, ha approvato la delibera che recepisce le norme regionali sul Decreto sviluppo con alcune modifiche sostanziali. In pratica, i proprietari potranno aumentare in fase di ricostruzione fino al 50 per cento la cubatura dell’edificio demolito. Sono escluse alcune zone come i Colli e alcuni punti della periferia, mentre per la riviera sono previsti dei vincoli riguardanti le altezze e le distanze.
Si tratta di una rivoluzione che potrebbe cambiare nei prossimi anni lo sviluppo urbanistico della città.
SI’ ALLE NUOVE NORME. L’apposita delibera che recepisce la nuova normativa è stata approvata ieri dal centrosinistra, mentre il centrodestra non ha votato e il Movimento 5 Stelle ha detto no. Il via libera è arrivato grazie ad un’intesa raggiunta lunedì scorso da maggioranza e centrodestra sulle modifiche da apportare al provvedimento presentato in aula dall’assessore all’urbanistica Stefano Civitarese. «L’atto consiliare licenziato», ha fatto presente l’assessore, «non è un mero recepimento di norme nazionali e regionali, ma un vero e proprio regolamento per lo sviluppo edilizio di Pescara che fa il paio con la recente adozione delle nuove Norme tecniche di attuazione per puntare al grande obiettivo della rigenerazione urbana, definendo stringenti criteri di qualità per coloro che vorranno beneficiare degli incentivi di cubatura in essi previsti».
COSA PREVEDONO. La nuova normativa recepita dalla Regione e dal Decreto sviluppo del governo è indirizzata ai proprietari che intendono demolire vecchi edifici e ricostruirne nuovi usufruendo di premialità, cioè di incrementi di cubatura. Il provvedimento si propone di razionalizzare il patrimonio edilizio esistente, promuovere la riqualificazione delle aree degradate e incentivare lo sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili.
«Con l’approvazione in consiglio della delibera sul cosiddetto Decreto sviluppo», ha spiegato il presidente della commissione Gestione del territorio Ivano Martelli, «si pone un altro tassello della politica di questa amministrazione verso la rigenerazione urbana, come chiave di volta per una nuova concezione del riuso degli spazi urbani densamente edificati e allo stesso tempo consente di favorire un rilancio del settore, nell’ambito di regole chiare e condivise».
PREMI RADDOPPIATI. La legge nazionale, cioè il Decreto sviluppo, prevede un premio di cubatura per demolizioni e ricostruzioni pari al 20 per cento con la deroga alle altezze e alle distanze previste dal Prg. La legge regionale che ha recepito il Decreto ha portato i premi di cubatura fino ad un massimo del 50 per cento. Il consiglio comunale ha mantenuto quest’ultimo limite. In pratica l’incremento volumetrico per gli edifici residenziali potrà essere aumentato fino al 40 per cento, con un 10 per cento in più, cioè fino al 50 per cento, qualora l’intervento realizzato abbia la qualifica energetica in classe A. Invece, l’incremento si fermerà al 35 per cento per gli edifici non residenziali. «È prevista, inoltre», ha detto Civitarese, «una monetizzazione degli standard con una disciplina chiara e trasparente riguardo alle modalità di computo del relativo costo».
LE ESCLUSIONI. Le riviere, in un primo momento escluse, sono state inserite tra le zone dove saranno possibili incrementi di cubatura fino al 50 per cento, ma con delle limitazioni. Più precisamente, nella fascia delimitata dall’asse viale Regina-via Fabrizi-via D’Avalos fino al mare, si dovranno rispettare altezze e distanze (h/2) del Prg fino all’entrata in vigore, presumibilmente la prossima estate, delle nuove Norme tecniche di attuazione che porteranno l’altezza fino al limite di 25 metri e le distanze fino a 5 metri dai confini. Sono escluse, invece, le zone collinari, come San Silvestro e Colli (dal rilevato ferroviario), aree inserite nel Piano di rischio aeroportuale, edifici storici e centro storico, aree inserite nella Carta di pericolosità geologica, quelle a rischio elevato e molto elevato del Piano stralcio difesa alluvioni, zone verdi, di tutela ambientale e paesaggistica.
LA POLEMICA. «Il recepimento del Decreto sviluppo arriva con cinque anni di colpevole ritardo», hanno affermato in una nota i gruppi di Forza Italia, Pescara in Testa e Pescara futura, «e la responsabilità è interamente di quel Pd che ha vergognosamente bloccato cinque anni fa l’iniziativa consiliare del centrodestra, bloccando opere, lavori e investimenti per milioni di euro».
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